ENERGIA. E’ nato il G8 delle Authority dell’energia: contribuirà a superare la crisi mondiale

E’ nato a Roma il "G8 dei Regolatori dell’energia". Su invito del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e in occasione del "G8 dei Ministri dell’Energia" avviatosi ieri, si tiene anche il primo incontro delle Authority di settore di tutti i Paesi del G8 (Canada, Francia, Germania,Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Russia). La due giorni di lavoro è allargata ai Regolatori di Brasile, Egitto, India, Messico, Arabia Saudita, Sud Africa, Corea del Sud, Grecia ed alle nove maggiori Associazioni internazionali di settore: insieme questi soggetti rappresentano più dell’80% dell’offerta e della domanda di energia mondiale.

Dall’incontro verrà fuori un Documento Congiunto, al centro del quale si descriverà il possibile contributo delle Authority di settore al superamento della crisi mondiale ed alla ripresa, anche attraverso l’armonizzazione ed il coordinamento dei sistemi di regolazione e di controllo. Gli obiettivi sono quelli di favorire gli investimenti infrastrutturali e un appropriato sviluppo della concorrenza, a sempre maggior vantaggio e tutela dei consumatori.

"L’invito ad una così numerosa e qualificata rappresentanza di Regolatori dell’energia a livello internazionale, formulato dal Ministro Scajola, è certamente un riconoscimento del ruolo e del contributo che le Autorità di settore possono offrire" ha osservato il Presidente dell’Autorità per l’energia Alessandro Ortis. "La stabilità, la certezza, la trasparenza e l’armonizzazione dei quadri regolatori sono essenziali per rendere sempre più efficienti i mercati dell’energia, per promuovere gli investimenti e per contribuire ad offrire, ai consumatori, sistemi e servizi energetici sempre più sicuri, convenienti e rispettosi dell’ambiente".

Intanto nell’ambito del G8 Energia l’International Energy Agency (Iea) ha distribuito il suo rapporto sui consumi energetici globali. Il 2009 si chiuderà con un -3,5% dei consumi che quest’anno sono, per la prima volta dal Dopoguerra, in netta flessione. Dunque meno consumi, ma anche meno inquinamento: 6% in meno di emissioni di anidride carbonica nel 2008 e una quota analoga nel 2009.

E l’Iea lancia un allarme: nel 2009 in assenza di interventi correttivi da parte dei governi si potrebbe registrare una caduta del 38% degli investimenti nelle fonti rinnovabili, interrompendo un trend di crescita molto incoraggiante (più 85% nel 2007).

Un altro dato inquietante è che nel mondo, soprattutto nell’Africa sub-sahariana e nell’Asia meridionale, ci sono ancora 1,6 miliardi di persone che non hanno accesso all’energia elettrica, numero che potrebbe crescere a causa della crisi economica.

E’ per questo che i Ministri dei 23 paesi si sono dati tre obiettivi. Il principale è quello di definire strategie condivise per affrontare il cambiamento climatico globale che non può superare la soglia dei 2 gradi senza conseguenze catastrofiche. Poi bisogna promuovere gli investimenti per la sicurezza energetica e lo sviluppo sostenibile. Terzo, non meno importante: dare energia al miliardo e 600 milioni di persone che non hanno accesso alla rete elettrica.

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