ENERGIA. Estrarre il gas dall’Adriatico? Legambiente dice no

Estrarre il metano dall’alto Adriatico per affrontare la crisi energetica? La proposta del Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola incontra la contrarietà di Legambiente per la quale le soluzioni alla crisi sono altre. "Continuiamo a sostenere che il gas è la fonte fossile meno impattante, ma non ha senso trivellare davanti alle coste dell’Alto Adriatico mettendo a rischio il territorio circostante": questo quanto dichiara l’associazione ambientalista di fronte alla proposta di autorizzare l’estrazione di metano dal litorale dell’Alto Adriatico per affrontare la crisi energetica.

"Le estrazioni nell’alto Adriatico sono già state sospese in passato a causa del rischio subsidenza dell’area – ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente – ora, quindi, è assurdo rimettere in discussione il divieto di estrazione senza aver risolto il problema. Trivellare in quest’area potrebbe, infatti, mettere a repentaglio l’equilibrio di un mare già minacciato da forti pressioni ambientali e progetti di sfruttamento delle sue risorse". Per Legambiente il modello energetico deve invece basarsi su innovazione, risparmio, rinnovabili e gas "puntando però su nuovi gasdotti o terminal di rigassificazione per non incidere sul sottosuolo".

"Non possiamo rinunciare alle riserve di idrocarburi dell’Alto Adriatico, almeno come scorte strategiche da utilizzare solo in caso di estrema necessità e nell’assoluto rispetto dell’ambiente", scrive, invece, il Ministro Scajola, rispondendo alle preoccupazioni espresse dal Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan in merito alla ipotizzata ripresa delle trivellazioni al largo delle coste venete dove sono presenti ingentissime riserve di gas e petrolio.

"I più recenti sviluppi tecnologici – prosegue il Ministro – consentono di evitare in modo assoluto i rischi di subsidenza che il Presidente Galan paventa. In ogni caso, siamo pronti a effettuare tutte le verifiche ambientali e tecniche necessarie insieme al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Veneto e alle altre autorità territoriali, il cui consenso sarà necessario per procedere alle trivellazioni".

Ricordando di aver definito nel 2005 la ripartizione delle risorse di idrocarburi in Alto Adriatico tra Italia e Croazia, il Ministro Scajola prosegue: "E’ vero che il Veneto dà già un grande contributo alla produzione energetica del Paese, e di ciò siamo tutti grati alla popolazione veneta, ma è anche vero che le risorse energetiche, in caso di necessità, vanno prelevate dove si trovano. Del resto, i nostri vicini croati stanno utilizzando pienamente le loro risorse di idrocarburi sull’altra sponda dell’Adriatico".

 

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