ENERGIA. Eurobarometro, solo 29% italiani disposto a spendere per fonti rinnovabili

BRUXELLES – Solo un italiano su tre, il 29%, è disposto a spendere di più per utilizzare le fonti rinnovabili invece di quelle convenzionali. Una percentuale di gran lunga inferiore alla media europea, pari al 34%. L’indagine della Commissione europea, condotta su un campione di 29.220 cittadini dell’Unione e dei paesi candidati all’adesione, mostra che in solo sei mesi, la percentuale dei europei disposti a spendere di più per l’energia verde, più pulita, è calata dal 40% al 34%, mentre quella dei contrari è salita dal 54% al 59%.

Secondo i dati dell’Eurobarometro, l’orientamento espresso degli italiani è indice di una mancata presa di coscienza dei problemi ambientali e energetici e somiglia molto a quello di cittadini delle Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia e ci distanzia enormemente dai migliori della classe, i danesi, con un 52% di cittadini disposti a compiere grandi sacrifici economici per investire in energie rinnovabili.

A livello di media europea il 59% dei cittadini dell’ Unione non è favorevole all’utilizzo di energie rinnovabili se più costose rispetto alle fonti convenzionali. Il dato sottolineerebbe il grande divario tra gli orientamenti espressi dagli stati membri della vecchia Unione europea a 15 e di quella attuale a 25 con il gruppo dei dieci nuovi paesi molto meno inclini all’adozione di energie verdi, se più costose delle tradizionali.

Oltre ad identificare negli indici economici la ragione delle scelte dei cittadini la statistica individua altri due fattori che ne influenzano l’orientamento: il grado di istruzione e l’attività professionale. C’è infatti una differenza di opinione notevole tra chi ha lasciato la scuola 15 anni e chi ha proseguito oltre i 20 nell’ optare per la scelta delle rinnovabili anche se più care. A favore è il 23% del primo gruppo, il 48% del secondo. Infine manager (52%) e liberi professionisti (44%) sono le categorie più aperte all’uso di energia verde, benché più costosa della convenzionale.

FONTE: http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_258_en.pdf

 

 

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