ENERGIA. Fotovoltaico: nel 2050 coprirà 11% elettricità. Appello per sviluppare industria italiana

Nel 2050 l’11% dell’elettricità mondiale potrà essere generata dal fotovoltaico, una percentuale che può salire a un quinto o un quarto dell’energia elettrica se si aggiunge l’energia prodotta dal solare termodinamico. E mentre l’IEA (International Energy Agency) annuncia le prospettive di sviluppo del fotovoltaico, dagli esperti italiani arriva un appello per un progetto comune di sviluppo dell’industria fotovoltaica in Italia. I due temi sono stati affrontati nei giorni scorsi nell’ambito dell’Italian PV Summit, la conferenza internazionale sul fotovoltaico si è tenuto a Verona il 3 e 4 maggio.

I numeri dell’ultimo report dell’agenzia "IEA Solar PV Technology Roadmap", che delinea un percorso di sviluppo mondiale della tecnologia fotovoltaica al 2050, sono stati anticipati da Paolo Frankl, direttore della divisione Energie Rinnovabili dell’International Energy Agency: nel 2050 il solare fotovoltaico potrà essere in grado di generare nel mondo circa 4.000 TWh/anno di elettricità sui quasi 40mila terawattora che si prevedono a quella data. Questo significa che la quota di produzione fotovoltaica sarà circa dell’11% del totale. E se a questi numeri si somma anche l’energia prodotta dal solare termodinamico, soprattutto realizzato nelle aree ad alta insolazione del mondo (West USA, Medio Oriente, Australia e Nord Africa), che sarà pari all’11% del fabbisogno di elettricità, la IEA indica che almeno un quinto o un quarto dell’energia elettrica al 2050 sarà prodotta da energia solare.

Ha detto Frankl: "Almeno il 50% dei sistemi fotovoltaici nei prossimi decenni saranno di tipo residenziale, poiché le grandi centrali fotovoltaiche subiranno sicuramente la concorrenze di altre tecnologie rinnovabili, così come sarà sempre più complesso l’utilizzo di territorio. Sugli edifici invece il fotovoltaico ha enormi vantaggi competitivi".

La grid parity, cioè il momento in cui il costo dell’elettricità prodotta da fotovoltaico eguaglierà quello prodotto da fonti convenzionali di energia, secondo la roadmap IEA potrà essere raggiunta fin dall’inizio della prossima decade in diversi paesi che hanno un’elevata insolazione e alti prezzi dell’elettricità al dettaglio.

Il summit ha rappresentato l’occasione per un appello allo sviluppo del fotovoltaico in Italia. In sintesi: superare il campanilismo delle imprese italiane di fronte all’internazionalizzazione del fotovoltaico e pensare a un progetto comune dell’industria nazionale per la sua competitività nel medio periodo. Questi i temi principali dell’appello lanciato da Arturo Lorenzoni, dell’Università di Padova, durante l’Italian PV Summit, organizzato da Solarexpo.

"Probabilmente nei prossimi mesi il settore fotovoltaico sarà sconvolto da una tempesta che una parte dell’industria nazionale non è pronta ad affrontare, perché non sufficientemente attrezzata – ha detto Lorenzoni, facendo il punto sulle sfide del comparto fotovoltaico italiano – L’industria del fotovoltaico in Italia esiste, e questo non è un fatto scontato, ma è sotto assedio, un assedio armato, da parte dell’Università, del mondo confindustriale e dalla concorrenza estera. Per questo il settore è chiamato a dare delle risposte immediate".

L’internazionalizzazione non deve dunque significare il continuo acquisto di aziende italiane da parte di compagnie straniere, ma deve vedere un sistema che va nella stessa direzione per rinforzarsi: l’industria italiana dovrà diventare più competitiva e uno degli strumenti per farlo è la ricerca. Ha detto Lorenzoni: "La tecnologia fotovoltaica che installeremo tra 5 o 10 anni probabilmente avrà poco a che fare con il silicio cristallino, una tecnologia ottima, ma che non permette costi di investimento che siano un quarto o un quinto di quelli attuali. Per questo motivo è indispensabile trovare forme di collaborazione anche sul fronte della ricerca". Il suo appello: "Mettiamoci insieme e cerchiamo di individuare strategie comuni a livello industriale". Di più: l’Italia dovrebbe diventare leader di un nuovo "design fotovoltaico" in sintonia con l’ambiente.

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