ENERGIA. Gas, Federconsumatori: nuovi aumenti in vista

Nuovi aumenti in vista per il gas a partire dal primo ottobre prossimo. Secondo le rilevazioni della Federconsumatori, in assenza di interventi, si registrerà un aumento di 24 euro su base annua per una famiglia tipo che consuma 1.400 metri cubi di metano all’anno.

La bolletta annua del 2010 rischia addirittura di raggiungere il record raggiunto già nel 2009, quando una famiglia tipo con un consumo di 1.400 metri cubi ha pagato 1.114 euro. La spesa più alta registrata dal dopoguerra a oggi. "E’ fondamentale costruire un processo di concorrenza nel settore del gas, ancora dominato dal monopolio dell’Eni nell’importazione della materia prima. Una condizione utile perché si sviluppi anche "a valle" una concorrenza vera sulle bollette energetiche" ha affermato Mauro Zanini, Vice Presidente Federconsumatori.

In questo contesto, Federconsumatori chiede al Governo misure urgenti e congiunturali, per il superamento dei ritardi "infrastrutturali", favorendo l’aumento della capacità di importazione dei gasdotti, la costruzione di rigassificatori e di impianti di stoccaggio con le massime garanzie di sicurezza, per far fronte alla "modulazione stagionale". Sono misure che, tra l’altro, possono limitare la nostra esposizione al ricatto da parte di paesi fornitori di materie prime, come purtroppo avviene puntualmente ogni anno.

Secondo l’Associazione, si può e si deve fare di più anche sul fronte dei consumatori. Per questo Federconsumatori chiede al Governo anche l’adozione di alcune misure urgenti per bloccare l’ulteriore aumento delle bollette. Innanzitutto è necessario ridurre l’eccessiva imposizione fiscale che incide su ogni metro cubo consumato per il 39% portandolo progressivamente verso la media europea che è del 20%. Bisogna poi ridurre l’Iva dal 20 al 10% per le utenze domestiche per tutte le tipologie di consumo. Anche in questo caso rileviamo che l’imposta europea è mediamente molto inferiore rispetto all’aliquota massima applicata in Italia. Si potrebbe per esempio prevedere un meccanismo di sterilizzazione automatica dell’Iva legata al crescere del costo della materia prima.
In ultimo il governo dovrebbe abolire la cosiddetta tassa sulla tassa, ovvero l’assoggettamento dell’Iva delle imposte erariali e delle addizionali regionali, ponendo magari la questione in sede comunitaria.

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