ENERGIA. Gas, confronto a Bruxelles tra Russia e Ucraina. Ok a osservatori internazionali

"Ho avuto una lunga telefonata con Putin che mi ha spiegato tutti i passaggi e la storia della vicenda energetica di Gazprom con l’Ucraina. Non ci sono motivi per essere inquieti e preoccupati". Lo ha detto nella giornata di ieri il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, aggiungendo che "il nostro paese ha scorte sufficienti. Noi contiamo che la crisi si avvierà ad essere superata".

Intanto ieri si sono svolti a Bruxelles incontri paralleli tra rappresentanti europei e rappresentanti delle compagnie di gas russe ed ucraine e si è acconsentito alla disposizione di osservatori internazionali che controlleranno le forniture di gas all’Unione Europea, che transitano per l’Ucraina. Oleh Dubyna, Presidente della compagnia ucraina Naftogaz, ha dichiarato di fronte alla Commissione Affari esteri del Parlamento Ue, che "la sua società ha prelevato gas destinato al mercato europeo", ma ha anche precisato che "l’Ucraina non può ostacolare la fornitura di gas russo". Dubyna ha comunque precisato che il suo paese non si è opposto a pagare il gas al prezzo di mercato, ma ha voluto sottolineare i bassi costi di transito imposti da Gazprom.

La Commissione Ue non ha preso parte ai negoziati tra Mosca e Kiev, ma ha fatto sapere che "farà di tutto per facilitare le cose". Secondo il vice-premier ucraino Hryhoriy Nemyria "l’Ucraina è stata spinta a far parte di una guerra di propaganda senza la sua volontà" e Nemyria ha precisato che per uscire dalla crisi attuale è necessario sottoscrivere un trattato di sicurezza di transito delle risorse energetiche; inoltre l’Ucraina dovrebbe far parte del futuro regolatore europeo sull’energia.

Oggi si terrà una riunione del gruppo europeo di esperti del gas, in cui verrà esaminata la situazione di ogni Stato membro. Da martedì, l’interruzione della fornitura di gas russo ha riguardato principalmente l’Ungheria, che dipende per il 65% dal gas russo, la Grecia (81%) e la Bulgaria (90%). Al di fuori dell’Ue i paesi più toccati da questa crisi del gas sono Croazia, Bosnia, Macedonia, Serbia e Turchia.

 

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