ENERGIA. Gas, crescono consumi e investimenti ma i prezzi non diminuiscono

In Europa la forbice tra riserve-produzione di gas e domanda è destinata ad allargarsi e questo renderà il continente sempre più dipendente dai maggiori produttori extraeuropei, in particolare dalla Russia e, nel medio periodo, dal Medio Oriente. Le due aree insieme detengono oltre la metà delle riserve globali. E’ quanto emerge dallo studio annuale, presentato oggi a Milano, di Agici Finanza e Accenture intitolato "Pan European Gas Industry Scenarios: Truth and Lies".

L’obiettivo dello studio è di fare il focus sul ruolo centrale che il gas naturale ricopre nell’economia mondiale, europea e italiana in particolare, dove è diventato infatti il principale sostituto del petrolio e del carbone. L’analisi di Agici e Accenture si basa su un centinaio di studi fatti da imprese e centri di ricerca negli ultimi anni, i cui risultati sono stati poi valutati da un panel di esperti europei del settore.

"La dinamica descritta sta generando fortissimi investimenti in tutte le fasi della filiera, e in particolare nei gasdotti e nei rigassificatori", ha spiegato Luca Cesari, Responsabile mondiale del settore Utility di Accenture, "le utility si stanno integrando verticalmente, entrando in progetti di gasdotti per diversificare gli approvvigionamenti, o per rafforzare i legami con i fornitori storici (South Stream, Galsi). Nel comparto del GNL (Gas naturale liquefatto) la dinamica appare tumultuosa: gli esperti del settore prevedono infatti un raddoppio delle importazioni a partire dal 2020".

Per quanto riguarda la fase di produzione invece, gli investimenti nel settore dell’E&P (Exploration & Production) e nella liquefazione sono nell’ordine di svariati miliardi di euro. Le nazioni che giocheranno un ruolo chiave saranno con ogni probabilità Russia, Qatar, Algeria, Nigeria. Dal punto di vista del consumatore, le notizie non sono però confortanti. Il prezzo del gas, uno dei temi più critici, sembra non orientato a scendere sia nel breve sia nel lungo periodo.

"Il link con il petrolio, ormai ingiustificato, pare non dover allentarsi a breve, bloccato dal veto dei Paesi produttori e delle grandi aziende Oil&Gas, mentre i mercati spot, da molti ritenuti la soluzione a questo problema, si rivelano spesso in balia di movimenti speculativi", ha aggiunto l’esperto di Accenture.

In sintesi le strategie che gli operatori ritengono prioritarie per affrontate le sfide globali del mercato del gas sono rappresentate da maggiori investimenti nel settore del gas naturale – che risulta più efficiente e sostenibile a livello ambientale – e negli asset di importazione, coniugati alla convergenza del settore gas ed elettricità. "Il settore del gas naturale sta diventando sempre più centrale nello sviluppo economico globale, perché più efficiente e sostenibile del petrolio, è il combustibile di riferimento nella generazione elettrica e nel riscaldamento in Europa e si candida a diventarlo presto in tutto il mondo", ha continuato Cesari.

"Il trend che si sta affermando è quello di una crescente dipendenza dell’Europa, Nord America ed Asia dai maggiori produttori come Russia, Algeria e Qatar", ha aggiunto Andrea Gilardoni presidente di AGICI Finanza e docente dell’Università Bocconi. "Questa dipendenza rende cruciale la sfida infrastrutturale, dal lato importazione e produzione. Occorre che l’Europa investa fortemente in nuovi gasdotti e nel potenziamento di quelli esistenti" ha continuato Gilardoni. "Inoltre, occorrono forti investimenti in tecnologia da parte dei Paesi produttori, che non devono limitarsi allo sfruttamento della rendita di posizione derivante dal controllo delle riserve. E’ necessario però che la politica svolga un ruolo attivo e paritario con questi Paesi, oggi sempre meno disposti ad accettare un ruolo di sudditanza come avveniva nel passato".

In conclusione, è stato sottolineato come la crescente dipendenza del mercato energetico europeo ed italiano dal gas naturale e le difficoltà legate ai costi e ai rischi di approvvigionamento, impongano una politica energetica nazionale coerente con i nuovi indirizzi europei ed articolata su vari fronti:

– Realizzazione/upgrading di infrastrutture per importazione gas
– Estensione di ogni forma di risparmio energetico
– Rafforzamento delle iniziative sull’efficienza energetica
– Rafforzamento delle fonti rinnovabili
– Rivalutazione delle scelte sul nucleare

"In Italia, per attuare tale politica, è necessaria una rapida ed efficiente realizzazione di tutte le infrastrutture fisiche e delle infrastrutture di conoscenza, basate sulla attività di ricerca scientifica e di innovazione tecnologica", ha concluso infine Gilardoni.

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