ENERGIA. Gas, la crisi continua. Scajola: “Approvare il piano per la sicurezza energetica europea”

Continua la crisi del gas per il mercato europeo e non si sa se il conflitto tra Russia e Ucraina sia "più tecnico o più politico". Questo è quanto ha detto sostanzialmente il Presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso, appoggiato anche dal Presidente del Consiglio Europeo di turno Mirek Topolanek. Il 12 gennaio 2009 i Ministri dell’Energia dell’Unione europea, riunitisi in consiglio straordinario, hanno invitato la Russia e l’Ucraina a riprendere immediatamente le forniture; gli eurodeputati hanno rilanciato, in Plenaria a Strasburgo, il dibattito sulla necessità di dotare l’Europa di una politica estera comune in materia di energia.

Il nuovo pacchetto per la sicurezza e la solidarietà energetica europea è incentrato su 4 elementi chiave: la creazione di meccanismi bilaterali e regionali di solidarietà in caso di blocchi di forniture; la diversificazione delle risorse e delle fonti di approvvigionamento; l’identificazione delle interconnessioni frontaliere mancanti e la trasparenza dei flussi fisici del gas.

"Un importante contributo per la riduzione del rischio collegato agli approvvigionamenti può venire dalla attuazione del piano di azione per la sicurezza e la solidarietà energetica, già discusso nel Consiglio europeo di dicembre". Lo ha detto il Ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola intervenendo alle Commissioni riunite Attività Produttive della Camera e Industria del Senato.

Il Ministro ha ribadito che "l’Italia ha proposto che il piano per la sicurezza, previsto per il 2010, venga anticipato urgentemente al 2009". Scajola ha quindi ricordato l’avvio di "un piano di investimenti di nuovi impianti di stoccaggio e infrastrutture di trasporto" e la nascita del Comitato tecnico per la gestione dell’emergenza del gas.

Secondo Scajola, dunque, "in assenza di forniture dalla Russia il sistema degli stoccaggi è in grado di coprire circa la metà della domanda interna in una giornata di freddo normale". Nonostante questo il Ministro si augura che la crisi tra Russia e Ucraina non duri all’infinito.

"Per garantire la sicurezza energetica di un Paese è necessario avere fornitori che siano in grado di rispettare gli impegni; altrimenti si va incontro a rischi molto seri i consumatori saranno costretti a pagare una bolletta energetica particolarmente salata." È quanto dichiara l’Unione Nazionale Consumatori esprimendo viva preoccupazione per l’attuale crisi energetica tra Mosca e Kiev. "L’Italia – conclude Dona – dipende dalla Russia per quasi il 30% del proprio fabbisogno di gas: a questo punto è bene potenziare al massimo il gasdotto che porta in Italia il gas algerino, augurandoci allo stesso tempo che l’Unione Europea dia nuovo impulso al progetto Nabucco".

 

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