ENERGIA. Gas, le reazioni dei consumatori

La guerra del gas tra la russa Gazprom e l’ucraina Naftogaz potrebbe avere ripercussioni anche in Europa dopo che ieri il colosso russo del metano ha bloccato i rifornimenti di metano all’Ucraina dal momento che la società statale ucraina Naftogaz tarda a pagare gli oltre due miliardi di dollari di debito sul gas fornito. Il problema è che l’Ucraina, invece, di consentire il passaggio del gas agli altri Paesi, lo trattiene per sè. Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola assicura: "le scorte dell’Italia sono più che sufficienti e non ci si deve preoccupare". Secondo la Commissione Europea, invece, la crisi del gas si farà sentire. Secondo Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, "ora nella disputa sul gas tra la Russia, che soddisfa circa il 30% del fabbisogno italiano di gas, e l’Ucraina l’Italia può giocare un importante ruolo di mediazione indipendentemente dalle scelte della UE". "E’ bene ricordare – continua Dona – che il 2 gennaio 2006, durante la precedente grave crisi tra Russia ed Ucraina, che costò agli italiani 400 milioni di euro per compensare i maggiori oneri sostenuti dagli operatori, il calo della fornitura di gas fu del 24 %; oggi invece l’interruzione è completa e mancano all’appello 45 milioni di metri cubi di gas".

"Siamo certi – conclude Dona – che il Comitato di emergenza e monitoraggio del sistema del gas saprà adottare tutte le misure idonee a garantire la sicurezza energetica del Paese e che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas vigilerà per evitare che qualche operatore, allo scopo di realizzare maggiori profitti in una situazione di crisi, cada nella tentazione di prelevare dagli stoccaggi quantitativi di gas superiori a quelli necessari per affrontare le condizioni climatiche effettive".

"La crisi del gas – si legge in un comunicato di Federconsumatori – ci induce a pensare, se ce ne fosse bisogno, che sulle questioni energetiche è necessario avere progetti strutturali e di grande respiro. Le fonti di approvvigionamento di un prodotto fondamentale come il gas naturale deve vedere non solo l’ampliamento dei paesi fornitori, attraverso la costruzione ed il potenziamento di nuovi gasdotti, ma anche metodologie diverse di rifornimento, come quelle relativa al metano liquido".

"Si tratta perciò – continua Federconsumatori – di accelerare il processo di costruzione e di messa in produzione dei rigasificatori nel nostro Paese. Ciò in relazione alla questione del soddisfacimento delle esigenze del nostro Paese, ma anche quale veicolo di approvvigionamento per l’intera Comunità Europea".

"La storia colpevolmente si ripete – scrive invece Adiconsum in una nota – Come avvenne due anni fa, la crisi fra Russia e Ucraina mette a rischio le forniture di gas per l’Italia. Il Decreto Scajola che ha disposto misure per aumentare gli approvvigionamenti di gas dagli altri Paesi fornitori e le prossime decisioni del Comitato per l’emergenza gas, avranno dei costi se si vuole assicurare ilrifornimento del gas per il riscaldamento delle case. È inaccettabile – sostiene Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum – che tali costi siano posti a carico dei consumatori, che solo da poco hanno finito di pagare nella bolletta elettrica quelli della analoga crisi di due anni fa, ma debbono essere a carico di chi ha la responsabilità dell’emergenza".

Adiconsum chiede, pertanto, due cose al Ministro Scajola:

  1. Quali penali prevedono i contratti di ENI con GAZPROM in caso di interruzione della fornitura di gas o di riduzione delle quantità concordate?
  2. Se STOGIT avesse effettuato gli investimenti previsti per aumentare le capacità di stoccaggio del nostro Paese, i costi di questa emergenza gas si sarebbero potuti evitare?

"Affrontiamo questa seconda crisi russo-ucraina in posizione molto migliore rispetto alla precedente, anche nell’ipotesi in cui le forniture dalla Russia diminuissero in modo sostanziale". Lo ha dichiarato l’ad di Eni, Paolo Scaroni, intervistato dal Giornale Radio Rai. "Da un lato abbiamo aumentato le nostre capacita’ di stoccaggio – ha spiegato il manager – e oggi siamo in grado di metter sotto terra quasi 14 miliardi di metri cubi di gas per far fronte all’inverno e a queste emergenze e poi abbiamo sbottigliato il tubo con l’Algeria, abbiamo completato la messa a punto del gasdotto che ci collega con la Libia e la somma di tutto questo fa si’ che siamo in posizione migliore di molti altri paesi europei di fronte a questa nuova crisi". Secondo Scaroni, quindi, l’Italia ha riserve "per passare tranquillamente l’inverno".

La situazione sarà più chiara domani quando si riunirà il Comitato di emergenza sul gas, che sarà presieduto dal Ministro Claudio Scajola. La riunione, a cui parteciperanno gli esponenti delle istituzioni e degli operatori del settore, infatti, consentirà di fare il punto sulla situazione. Inoltre è stata disposta la pubblicazione urgente sulla Gazzetta Ufficiale del decreto firmato ieri dal Ministro Scajola, che consentirà di massimizzare sin dai prossimi giorni gli approvvigionamenti dagli altri Paesi fornitori (Algeria, Libia, Norvegia, Olanda, Gran Bretagna).

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