ENERGIA. Greenpeace: dall’economia verde 8 mln e mezzo di posti di lavoro entro il 2030

Dall’economia verde e dall’industria delle rinnovabili si possono creare otto milioni e mezzo di posti di lavoro entro il 2030. Tutto questo se i governi accetteranno di investire in un futuro "verde", che può ridurre le emissioni di CO2, garantire la crescita economica, e potrebbe produrre circa il 95% dell’elettricità da fonti rinnovabili entro il 2050.

È lo scenario designato dallo studio Energy [R]evolution diffuso da Greenpeace insieme all’Erec (European Renewable Energy Council). "Secondo lo studio – afferma Greenpeace – entro il 2030 è possibile creare dodici milioni di posti di lavoro, di cui otto e mezzo soltanto nel settore delle fonti rinnovabili. Allo stato attuale, i posti di lavoro in energie rinnovabili sono soltanto 2,4 milioni a fronte di 8,7 del settore energetico a livello mondiale. Attuando Energy [R]evolution, invece, si creerebbero 3,2 milioni di nuovi ‘green jobs’, il 33 per cento in più di quelli attuali, sempre nel settore dell’energia. Il mercato globale per le tecnologie rinnovabili, entro il 2030, passerà dagli attuali 100 miliardi di dollari l’anno, a più di 600 miliardi di dollari".

Uno dei meccanismi previsti dallo studio si chiama "Greenhouse Development Rights" e calcola quote nazionali di obbligazioni globali di gas a effetto serra. Le quote sono basate su una combinazione di responsabilità (contributo ai cambiamenti climatici) e capacità finanziaria. Per quanto riguarda la posizione politica italiana, Greenpeace afferma: "Chiediamo al governo di rinsavire cancellando la norma che elimina il ritiro obbligatorio dei certificati verdi e di rifinanziare gli incentivi fiscali del 55% su efficienza e rinnovabili nell’edilizia".

Nello scenario previsto da Energy [R]evolution, "le emissioni globali di CO2 raggiungerebbero il picco nel 2015 per poi cominciare a scendere. Rispetto al 1990, nel 2050 le emissioni di CO2 diminuiranno dell’ottanta per cento se l’approvvigionamento energetico sarà basato esclusivamente su fonti "pulite". Entro il 2050, circa il 95 per cento dell’elettricità potrebbe essere prodotta da fonti energetiche rinnovabili".

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