ENERGIA. Idroelettrica, prezzo minimo: Consiglio di Stato bacchetta Aeeg

Dopo il Tar Lombardia anche il Consiglio di Stato ha dato ragione all’associazione La Casa del Consumatore sui cosiddetti "prezzi minimi garantiti" decisi dall’Autorità per l’Energia elettrica ed il gas (AEEG). Il Consiglio di Stato ha ritenuto legittima la decisione del Tar Lombardia di annullare la delibera n. 109/08 con cui erano stati aumentati i prezzi minimi garantiti. Lo comunica la stessa Associazione spiegando che "l’Authority guidata Alessandro Ortis ha agito in maniera scorretta quando ha deciso di ricaricare sulle bollette dei privati il regalo fatto ai produttori di energia elettrica da impianti mini-idro".

"Si tratta di una difficile e importante vittoria" – dichiara l’avv. Giovanni Ferrari, Presidente nazionale della Casa del Consumatore – "difficile perché eravamo soli contro le più importanti e rappresentative associazioni di categoria e istituzioni del settore (AEEG, GSE, Aper, Sagi e Federpern Italia); importante per i milioni di euro fatti risparmiare in bolletta ai consumatori italiani". Aggiunge Ferrari: "alcuni ci hanno rimproverato che la nostra azione, colpendo l’energia da fonti rinnovabili, non sarebbe stata "opportuna". Noi rispondiamo che la nostra associazione è molto vicina e sensibile ai temi ambientali, ma ritiene che gli aiuti senza regole, oltre a pesare sulle tasche dei soli consumatori, si rivelano dannosi per un mercato che deve essere libero, concorrenziale e lontano da politiche opportunistiche".

L’aumento era stato disposto dall’Autorità su pressione delle associazioni dei piccoli produttori e sulla base di elementi forniti dalle stesse associazioni, senza verifica da parte di AEEG e senza contraddittorio con le associazioni di consumatori. Gli studi presentati dalle associazioni di produttori, richiamati dalla delibera dell’Autorità, contenevano dati generali senza alcuna prova di effettivi aumenti di costi e proporzione di questi rispetto alla maggiorazione dei prezzi minimi stabilita nella delibera. Accogliendo la tesi della Casa del Consumatore il Consiglio di Stato ha riconosciuto che l’aumento del prezzo minimo avrebbe potuto incidere per milioni di euro sulle bollette degli utenti

Comments are closed.