ENERGIA. Il Parlamento Ue si prepara al voto sul “terzo pacchetto energia” della Commissione

Il 16 maggio gli eurodeputati della commissione parlamentare industria voteranno la proposta legislativa lanciata a settembre 2007 dalla Commissione Ue che separa l’offerta dalla produzione per i settori di gas ed elettricità. L’obiettivo principale di questo terzo pacchetto è quello di aprire le porte a nuovi fornitori a condizioni più favorevoli ai consumatori ed evitare che aziende integrate producano e forniscano energia.

Tale proposta ha già incontrato molti pareri contrari, all’interno proprio del Parlamento europeo. Durante il dibattito tenutosi a febbraio scorso in commissione parlamentare, l’eurodeputato ceco Jan Brezina, ha ricordato che in molti paesi europei c’è ancora un solo fornitore, quindi questa nuova misura "non avrebbe senso". Tra i contrari ci sono Francia e Germania, e addirittura Austria, Bulgaria, Grecia, Lettonia, Lussemburgo e Slovacchia considerano tale proposta incostituzionale, con possibili effetti negativi a livello sociale.

I favorevoli, invece, sono convinti del fatto che un mercato aperto renderà la produzione di energia più efficiente e i prezzi più accettabili. La Commissione Ue ritiene che solo un mercato rinnovato con più concorrenza e più innovazione possa contribuire allo sviluppo delle energie rinnovabili e agli investimenti su fonti energetiche alternative.

Il Parlamento propone invece un’agenzia europea che coordini i regolatori nazionali di energia e una Carta del consumo energetico che permetta ai consumatori di scegliere adeguatamente i fornitori di energia.

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