ENERGIA. Investire su nucleare e rinnovabili. Questa la ricetta energetica di Scajola

Nucleare e rinnovabili sono le chiavi di svolta per ridurre la dipendenza energetica dell’Italia e promuovere l’efficienza di un sistema produttivo che ha ancora carenze strutturali. E’ questa la sintesi dell’intervento del Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, nell’ambito della giornata organizzata oggi a Roma dal Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) sul "problema delle reti" nella politica europea dell’energia.

"La politica energetica è stata uno dei pilastri su cui si è fondata l’Europa: nel ’51 è stata il fondamento del Trattato della CECA, nel ’57 dell’Euratom. Nel tempo l’attenzione all’energia è calata, ma oggi è di nuovo una priorità assoluta per l’Unione Europea a 27" ha dichiarato il Ministro. "Sono tre le sfide che si pongono di fronte al mercato energetico interno dell’Europa e queste sono: la sostenibilità ambientale, la sicurezza dell’approvvigionamento e la competitività del sistema produttivo. Purtroppo i margini di manovra a disposizione dell’Europa per rispondere a queste sfide non sono ampi". E qui Scajola ha fatto un quadro della situazione energetica mondiale e italiana.

Oltre il 50% dell’energia utilizzata nel mondo viene ricavata dal petrolio e dal gas; i paesi industrializzati dipendono da un numero molto ristretto di paesi esportatori: soltanto i paesi Opec possiedono l’80% delle riserve petrolifere mondiale, il 64% di queste sono concentrate nel Medio-Oriente. Per il gas la situazione è analoga: l’Europa da sola consuma il 20% del gas mondiale e ne detiene il 2%; tre paesi, Russia, Iran e Qatar, ne possiedono da soli il 60%. La conseguenza è che l’Europa dipende dall’estero per il 50% del proprio fabbisogno energetico e nei prossimi 20 anni questa percentuale è destinata a crescere fino al 65%.

"In una situazione come questa è evidente – ha affermato Scajola – come ormai la politica energetica sia diventata politica estera. I paesi produttori sono caratterizzati da un elevato tasso di instabilità e hanno dimostrato in più occasioni di voler usare le loro risorse per fini politici". Entrando nel merito della situazione italiana il Ministro ha spiegato che le difficoltà sono ancora maggiori. In primo luogo la dipendenza energetica elevata: oggi è dell’85%, tra 20 anni potrebbe arrivare al 95%; non meno problematiche sono le carenze infrastrutturali che rendono pesante il trasporto; per finire Scajola ha parlato di uno "squilibrio del mix di generazione elettrica, che è caratterizzato dalla prevalenza dell’utilizzo del gas, dalla totale assenza del nucleare, dal modesto ricorso al carbone e da una quota di rinnovabili che è addirittura in flessione: l’idroelettrico che nel dopoguerra è stata la principale fonte di energia del nostro Paese, fino al 70% della produzione totale, è arrivata oggi al 13%".

"Tutte queste debolezze – ha spiegato Scajola – poi si riversano sulle bollette dei cittadini e rendono ancora più problematico e oneroso il rispetto degli obiettivi europei". Il Ministro ha ribadito che l’Italia condivide gli obiettivi generali del Pacchetto sull’energia dell’Ue e la volontà di concludere l’iter per la sua adozione entro la fine di questa legislatura europea, ma ritiene che sia necessario fare dei correttivi per rendere più flessibile l’applicazione per attenuarne i pesanti riflessi economici e conciliare le esigenze dei paesi, visto che non partiamo tutti dalle stesse condizioni. "Sono le tre le aree su cui il Governo italiano cercherà di ottenere i maggiori risultati – ha detto il Ministro – la prima è la creazione di reti e corridoi energetici; la seconda è la diversificazione delle fonti; la terza è la promozione dell’efficienza energetica, attraverso il ricorso alle fonti rinnovabili e al nucleare".

La produzione di energia nucleare copre attualmente il 15% del fabbisogno europeo e per svilupparsi ha bisogno del forte consenso delle popolazioni. Secondo Scajola la maggioranza degli italiani, come dimostrano recenti sondaggi, ha capito l’importanza del nucleare, ma "bisogna ancora far cadere i pregiudizi ideologici, facendo parlare gli esperti che danno informazioni chiare e non di parte". "Il nostro obiettivo – ha concluso il Ministro – è inoltre quello di innalzare al 25% il contributo delle fonti rinnovabili al fabbisogno energetico italiano e per far questo stiamo promuovendo la realizzazione di impianti più efficienti".

di Antonella Giordano

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