ENERGIA. Isae: meccanismo di tariffazione genera iniquità distributive

L’Isae ha presentato oggi il rapporto "Politiche pubbliche e redistribuzione" che, da un lato, offre valutazioni sulle tendenze generali delle politiche distributive europee e il mentre dall’altro effettua una valutazione più dettagliata e specifica su alcune misure contenute nella Legge Finanziaria, facendo particolare riferimento alla politica fiscale.

Il quarto dei sette capitoli di cui si compone il Rapporto affronta dal punto di vista distributivo il tema delle tariffe elettriche per le famiglie, valutando i problemi dell’attuale meccanismo e gli effetti delle modifiche che sono state o stanno per essere introdotte dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) e dal governo, in relazione anche alla liberalizzazione del segmento domestico del mercato (1° luglio scorso).

Tuttavia, secondo l’Isae restano le altre criticità del meccanismo di tariffazione che, attraverso un sistema generalizzato di agevolazioni indirizzate agli utenti con consumi bassi nell’abitazione di residenza, genera un sussidio incrociato tra utenti, che induce distorsioni nell’equità complessiva del sistema.

Questo meccanismo, applicato attraverso una modulazione del costo del kW/h fortemente progressiva, agisce come disincentivo agli sprechi di energia, ma non tiene conto della dimensione del nucleo familiare, e quindi genera iniquità distributive a svantaggio dei nuclei più numerosi.

L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) – competente ad indicare una tariffa di riferimento che tutti gli operatori devono garantire tra le proprie offerte commerciali, anche dopo la liberalizzazione del segmento domestico – è intervenuta per adeguare il sistema tariffario all’apertura del mercato, ma per il momento ha confermato il sussidio per i bassi consumi, accantonando precedenti ipotesi di eliminazione o riduzione della progressività e lasciando irrisolte alcune iniquità presenti nel sistema.

Una possibile soluzione consisterebbe nell’utilizzare parte dei benefici concessi con la nuova tariffa sociale per escludere le famiglie a reddito medio-basso dagli incrementi di spesa attesi dalla riforma delle tariffe per il mercato domestico, compensando l’aumento della bolletta. Alle nuove misure di tutela sociale si è dunque chiesto di perseguire due obiettivi distinti: ridurre significativamente il costo dell’energia per i poveri e, contemporaneamente, mitigare l’impatto della transizione ad un regime tariffario meno progressivo per una platea piuttosto ampia di utenti con redditi bassi e medi. Il primo obiettivo richiedeva un aiuto consistente e concentrato sui più poveri, il secondo uno sconto commisurato all’onere della transizione e sufficientemente diffuso da limitare significativamente le resistenze al cambiamento.

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