ENERGIA. L’Autorità vuole consumatori consapevoli

A cinque mesi dal suo insediamento, il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas Guido Bortoni si presenta e illustra la strategia dell’Authority nei confronti del nuovo scenario energetico, che mette insieme crisi economica, tensioni sul mercato delle materie prime, sviluppo delle fonti rinnovabili, ripensamento del nucleare, instabilità politica di alcune aree chiave per i mercati energetici: una strategia delle "quattro C" fondata su Crescita, Coordinamento, orientamento Comunitario e Consapevolezza del consumatore. Bortoni sottolinea infatti l’importanza che il consumatore abbia piena consapevolezza del proprio ruolo nel mercato, delle opportunità e dei vincoli nei confronti del fornitore di energia elettrica e gas.

Sostiene il presidente dell’Autorità: "Promozione della concorrenza e tutela del consumatore sono sempre state le direttrici dell’azione dell’Autorità e così sarà anche per questo mandato. La promozione della concorrenza è infatti la prima e la più potente forma di tutela del consumatore". Ma, aggiunge Bortoni, "perché la concorrenza possa pienamente dispiegare i suoi effetti è necessario promuovere la capacità di valutazione da parte del consumatore", in modo che le sue scelte siano consapevoli. "La regolazione – spiega il presidente dell’Aeeg – deve quindi essere sempre più mirata a conferire al cliente finale la capacità sostanziale di prendere decisioni, più che limitarsi a riconoscergli la facoltà formale di farlo". Il consumatore deve dunque avere tutti gli strumenti per muoversi in autonomia e in piena consapevolezza nel mercato.

Le parole del presidente sono quelle della presentazione della relazione annuale dell’Autorità, che si è svolta questa mattina a Montecitorio, alla presenza del presidente della Camera Gianfranco Fini. Che in apertura ha ripercorso il contesto economico ed energetico internazionale, la situazione delicata che si è venuta a creare con l’emergere dei rischi legati alla produzione energetica derivante dal nucleare (tsunami in Giappone) e dal petrolio (disastro nel Golfo del Messico), sottolineando le sfide poste dalle energie rinnovabili e dalle fonti alternative, che "non possono da sole garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e l’economicità" anche se, considerata l’evoluzione degli eventi internazionali, "lo sviluppo delle rinnovabili sembra avere più prospettive di successo". Fini ha ricordato che in Italia è necessario "diversificare le fonti energetiche". E ha aggiunto: "Rimane ancora irrisolto il problema di garantire sul piano nazionale una reale concorrenza tra i fornitori di energia elettrica e di gas". Per concludere che "l’Autorità per l’energia elettrica e il gas è chiamata a promuovere la concorrenza e a garantire adeguati standard di servizio e la diffusione dei servizi in modo uniforme sul territorio nazionale. Ci attende una sfida che richiede l’armonizzazione dei sistemi e lo sviluppo di mercati concorrenziali".

Il presidente dell’Autorità ha denunciato esplicitamente le pratiche di attivazione di contratti non richiesti. "Nei mercati liberi – afferma Bortoni – è da tempo presente una patologia più deleteria di altre per lo sviluppo e la credibilità della concorrenza: quella dell’attivazione di contratti di vendita non richiesti. Si tratta di un fenomeno particolarmente odioso perché più di altri contiene un esplicito elemento di malafede e di fraudolenza che rende il consumatore diffidente nei confronti del mercato libero e delle imprese che vi operano". Da qui l’impegno dell’Autorità che "è disponibile a coinvolgere tutti gli operatori attivi nella vendita al mass market e le associazioni dei consumatori che tanto hanno segnalato tale spiacevole fenomeno affinché, assieme, si possa giungere a risanare il mercato da questa patologia, che altrimenti saremo costretti ad affrontare, da soli, con gli altri mezzi a disposizione". Per Bortoni, serve "una gestione intelligente dei reclami". Ribadito l’impegno a valorizzare le conciliazione e i meccanismi di risoluzione alternativa delle controversie.

L’Autorità sottolinea, nella dimensione della Crescita, l’importanza del settore energia e della green economy nella ripresa dello sviluppo, ponendo però anche l’attenzione sulle politiche di sviluppo dell’efficienza energetica. Chiede il Coordinamento della filiera. Ribadisce che si muoverà nell’orizzonte Comunitario e sottolinea l’importanza degli investimenti in capacità di stoccaggio, nuovi rigassificatori e gasdotti di collegamento con i paesi produttori, perché "senza infrastrutture l’Italia sarà condannata a diventare una "provincia" del gas e non un Paese-snodo che assume un ruolo cruciale nel nuovo contesto sovranazionale".

I numeri delle bollette di energia elettrica e gas per consumatori e famiglie dicono che ci sono ancora differenze con l’Europa.

Sul versante elettricità, le famiglie italiane con bassi consumi pagano l’energia elettrica a un prezzo inferiore del 12% al lordo delle imposte, rispetto ai livelli medi europei. Si può stimare che il 60% delle famiglie italiane residenti, con consumi annui inferiori a 2.500 kWh, paghi per l’elettricità prezzi più bassi della media europea. Invece per i consumi più elevati l’Italia ha prezzi lordi dell’energia elettrica più elevati del 12,3% al lordo delle imposte rispetto alla media europea, anche se il divario si sta attenuando. Il confronto annuale evidenzia infatti una diminuzione dei prezzi dell’energia elettrica per usi domestici in Italia del 4%, contro un incremento medio per i prezzi europei che si attesta intorno al 5%. Il passaggio al mercato libero, in questo settore, presenta un tasso di switch al 17% per i clienti domestici: sono circa cinque milioni le famiglie che sono passate al mercato libero dell’energia elettrica.

Sul versante gas, i prezzi delle famiglie sono in media più elevati rispetto all’Europa. Rilevano i dati dell’Aeeg che "nel 2010 il prezzo italiano del gas al netto delle imposte, per un consumatore domestico, si è collocato su livelli in linea con la media europea per tutte le classi di consumo, con scostamenti positivi o negativi inferiori o intorno al 5%. Il prezzo del gas per le utenze domestiche si è collocato a un livello superiore rispetto al prezzo medio europeo se calcolato al lordo delle imposte, con scostamenti positivi progressivamente crescenti per le classi di consumo più alte (consumi annui superiori a 525 m3), in conseguenza di un livello di imposizione fiscale relativamente elevato rispetto alla media dei paesi europei".

 

PDF: Autorità energia: la relazione 2011 in pillole

 

di Sabrina Bergamini

La riproduzione di questo contenuto è autorizzata esclusivamente includendo il link di riferimento alla fonte Help Consumatori

Comments are closed.