ENERGIA. L’Italia potrebbe risparmiare 10 mld sulla bolletta del 2009. Assemblea Unione Petrolifera

La domanda del petrolio è decisamente in calo, ma non è questo l’unico allarme di questa crisi. Un dato da non sottovalutare è il fatto che si sta rimettendo in moto il processo speculativo che ruota attorno all’oro nero. Perché da un lato ci sono i Paesi consumatori e dall’altro ci sono i produttori e per stabilire un vero ponte tra i due fronti c’è bisogno che sia gli uni che gli altri siano uniti.

E’ questo in sintesi il succo dell’intervento del Presidente dell’Unione Petrolifera Pasquale De Vita all’Assemblea annuale che si è tenuta oggi a Roma. "Le previsioni dello scorso anno – ha dichiarato De Vita – vedevano un’economia in crisi per l’alto prezzo dell’energia. Oggi siamo costretti a constatare che l’economia in crisi ci è andata, non per il prezzo dell’energia, ma per la finanza creativa. Ora l’importante è capire come se ne esce, visto che non veniamo fuori da una guerra. Le aziende sono ancora lì, è caduta soltanto la parte finanziaria e bisogna far capire questo alla gente che deve riacquistare la fiducia".

Il Presidente dell’Unione Petrolifera ha elencato le possibili ricette per la ripresa economica: l’efficienza, prima di tutto, visto che negli ultimi anni le riserve di petrolio sono cresciute soprattutto grazie ad essa; il Mare del Nord è passato da un recupero del 35% delle risorse ad un 43%.

Altrettanto importante è "la sicurezza, che è stata sempre la bandiera del settore petrolifero italiano" ha sottolineato De Vita, ricordando l’ultima tragedia della raffineria di Sarroch dove hanno perso la vita tre lavoratori. "Le statistiche dell’Inail ci pongono ai livelli più bassi dal punto di vista degli infortuni. Gli standard di sicurezza delle aziende italiane – ha detto De Vita – spesso sono più rigidi di quelli previsti dalla legge, ma ci vuole la collaborazione di tutti perché noi vogliamo sviluppare una vera e propria cultura della sicurezza".

Dunque efficienza, sicurezza sul lavoro e investimenti sono sicuramente i tre punti cardine da cui ripartire. Poi c’è l’ambiente. "Il Governo ha preso degli impegni molto pesanti con l’accordo di Kyoto e noi ci impegneremo per questo. Dobbiamo dare atto che negli ultimi anni le autorizzazioni sono diventate più veloci e più veloci sono diventate anche le bonifiche. Purtroppo di bonifiche non se ne fanno quasi più, mentre queste sono importanti perché rappresentano investimenti sicuri ed immediati, con vantaggi all’ambiente".

La previsione dell’Unione Petrolifera sulla bolletta energetica di quest’anno è di ben 10 miliardi di euro in meno rispetto a quella del 2008, se le attuali tendenze al ribasso dei prezzi e dei consumi dovessero mantenersi stabili.

"Questo panorama non deve spaventarci – ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, prendendo parte all’Assemblea dell’Unione Petrolifera. Il Ministro ha elencato in modo fermo le priorità per il Governo italiano: la sicurezza sul lavoro, "affinché episodi come quello di Sarroch non accadano più", gli investimenti e la diversificazione delle aree di approvvigionamento e delle fonti di energia, puntando molto sulle rinnovabili.

"In Italia occorre un grande riposizionamento strategico – ha spiegato Scajola – bisogna ripensare il mix di produzione perché dipendiamo troppo dall’estero e troppo dal gas naturale. Questo si traduce in un aumento del 30% sulle nostre bollette rispetto alla media europea. Ed è a ridurre questo distacco che noi puntiamo – insiste Scajola, ricordando che il governo italiano per contrastare questo volatilità dei prezzi ha messo in campo vari provvedimenti e andrà avanti su questa strada. "L’atteggiamento del Governo non costituisce un accanimento contro il settore, ma un’esigenza di coesione sociale che in questo momento è particolarmente forte".

Un attacco, invece, lo ha sferrato il Presidente dell’Unione Petrolifera, contro le associazioni dei consumatori. Dopo un’analisi sul mercato della distribuzione dei carburanti in Italia, De Vita ha detto: "Possiamo dire a gran voce che questo sia un mercato libero, considerato il fatto che soltanto negli ultimi anni si sono aperti 3-4mila nuovi impianti. Si stanno inoltre muovendo la Grande Distribuzione e le pompe bianche; abbiamo prezzi diversi anche sullo stesso marchio. Qualcuno, però, dice che è un mercato controllato".

"Si può dire che è controllato dall’Antitrust – ha aggiunto De Vita – dal Ministero dello Sviluppo Economico, da Mister Prezzi e anche dalle associazioni dei consumatori. Noi siamo continuamente osservati; il cartello non ce l’abbiamo noi ma è quello che sta dall’altra parte del mare. Noi abbiamo la volontà di flessibilizzare i nostri rapporti, ma il nostro obiettivo fisso resta quello di ridurre fino ad azzerare il Delta con l’Europa, che è la differenza del prezzo medio dei prodotti petroliferi tra noi e l’Ue".

"Noi vogliamo per questo l’attenzione soltanto di alcune associazioni dei consumatori, non di quelle che appena sale il prezzo del petrolio lanciano bombe carta che poi generano anatemi che non fanno bene a nessuno. Io non so se siano in buona fede o no; se lo sono certo non sanno fare i conti e noi siamo disponibili a confrontarci con loro sui numeri. Anche perché – ha concluso De Vita – la funzione delle associazioni dei consumatori è legittima, è prevista anche dalla legge. Qualcuno mi ha consigliato di non parlare di loro, perché sono forti e ben viste dal Governo. Noi non vogliamo fare competizione, siamo disposti a sederci allo stesso tavolo".

di Antonella Giordano

Comments are closed.