ENERGIA. Le fonti rinnovabili? Sono decisive ma vanno incrementate

"Per rispondere alle esigenze di tutela ambientale in rapporto al crescente fabbisogno di energia, la promozione delle rinnovabili è oggi più decisiva che mai. Non solo perché la maggiore diffusione dell’energia pulita è una condizione essenziale per il raggiungimento dell’obiettivo di una progressiva riduzione delle emissioni di gas serra in linea con il protocollo di Kyoto, ma anche perché contribuisce alla riduzione dei rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti derivanti dalla dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali, concentrate nelle mani di pochi paesi". È quanto si legge nell’introduzione del Rapporto 2006 "Le attività del Gestore dei Servizi Elettrici" che è stato presentato oggi a Roma.

Secondo i dati sintetizzati nel documento, se si considera la potenza efficiente lorda degli impianti di energia elettrica rinnovabile in Italia per il 2005 si rileva che "la quota prevalente è quella idroelettrica che copre quasi l’83% della produzione nazionale rinnovabile. Sono presenti sul territorio 1.157 impianti di piccola taglia (< 1 MW) la cui potenza copre tuttavia solo il 2%. Gli impianti di media e grande dimensione, pari rispettivamente a 605 e 293, coprono il resto della capacità idroelettrica nazionale".

Il volume rileva come la fonte idroelettrica risenta del minore livello di piovosità degli ultimi anni: "Ad una crescita del 14% nel periodo 1998-2001 fa seguito, infatti, una riduzione della produzione idroelettrica che scende di circa il 9% nel periodo 2001-2005. Un andamento crescente e con una forte intensità a partire dal 2001 si registra per la produzione eolica che riflette la crescente riduzione del costo al MWh di questa tecnologia" sebbene non sia ancora comparabile con le potenzialità italiane. Mentre – è stato sottolineato nel corso del convegno – "nel paese del sole nessuno si è accorto del sole": il solare resta infatti indietro rispetto a paesi come la Germania dove si stimano 23.000 addetti nel campo solare.

"Al 2004 – si legge ancora nel rapporto del GSE – la quota percentuale rinnovabile a copertura del consumo interno lordo era infatti rimasta sostanzialmente invariata rispetto al livello, pari al 16%, del 1997. Difficilmente si raggiungerà l’obiettivo prefissato al 2010 di una quota di copertura del consumo interno lordo di elettricità pari al 22%". E "a fronte di un aumento della produzione di energia elettrica da fonti convenzionali, la produzione rinnovabile ha mostrato tassi di crescita inferiori".

Quali dunque le considerazioni conclusive del documento? "In Italia la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è cresciuta negli ultimi 15 anni passando da 35 TWh nel 1990 a circa 50 TWh nel 2005. Tuttavia, nello stesso periodo, l’aumento dei consumi ha lasciato sostanzialmente invariata la quota delle fonti rinnovabili a copertura del fabbisogno di energia elettrica". Le fonti idrica e geotermica presentano ridotti margini di sviluppo. Fonti più recenti hanno registrato "importanti tassi di crescita". Mentre "le fonti naturali solare ed eolica e le fonti energetiche derivanti dall’agricoltura (biomasse forestali, biomasse e biogas da scarti agricoli), pur in presenza di forti potenzialità di sviluppo nel nostro Paese, presentano tuttavia livelli di diffusione decisamente inferiori rispetto ad altri Paesi europei. Sarebbe opportuno, quindi, dare impulso ad un loro maggiore utilizzo per usi elettrici e per usi termici, potenziandone la diffusione e favorendo i sistemi di produzione combinata".

Comments are closed.