ENERGIA. Le rinnovabili in Italia: tra ritardi e speranze

In Europa la produzione di energia elettrica da fonti di energia rinnovabile (FER) ha ormai superato la soglia del 15%, soprattutto grazie agli obiettivi che l’Unione Europea si è posta per giungere ad una produzione di energia elettrica da FER superiore ai 1000 TWh al 2020. E l’Italia è in linea con il trend europeo: nel 2009 la produzione da FER nel nostro Paese ha coperto il 18% del consumo interno lordo di elettricità. Di questo il 72% è costituito dall’energia idroelettrica, il 10% da biomasse e rifiuti biodegradabili, il 9% dall’eolico, l’8% dal geotermico e l’1% dal solare.

Dunque l’Italia non è troppo in ritardo sulle energie rinnovabili, ma ha bisogno di una Strategia Energetica Nazionale che fissi strumenti e obiettivi in una prospettiva a lungo termine. E’ proprio il quadro normativo che, con i suoi ritardi ed incertezze, è stato al centro del workshop Safe "Fonti Alternative" che si è svolto ieri a Roma. Dall’incontro è emerso che uno dei problemi principali allo sviluppo delle FER è costituito dalle autorizzazioni.

Un altro tema al centro del workshop è stato il PAN (Piano di Azione Nazionale), redatto dal Ministero Sviluppo Economico ma ancora non inviato a Bruxelles, che dovrà essere consegnato alla fine di luglio e che fisserà gli obiettivi settoriali e le misure da adottare. Gerardo Montanino, Direttore Divisione Operativa GSE, ha fornito alcuni numeri ribadendo come nel settore elettrico si preveda un aumento elevatissimo dell’eolico da 3525 a 16.000MW, mentre nel settore dell’energia termica un contributo notevole arriverà dal solare termico e dalle biomasse.

Sara Romano, Direttore Generale – Ministero dello Sviluppo Economico, ha evidenziato l’importanza strategica di un quadro programmatico stabile per dare sicurezza al settore energetico e rilanciarlo al meglio. Il documento è quasi pronto ed ha riscosso anche il consenso delle Regioni che hanno richiesto un tavolo di consultazione permanente per creare un monitoraggio attivo che affianchi il Piano. "Mi sembra che il lavoro tecnico che si sta facendo – ha detto Romano – offra la possibilità di avere un quadro regolatorio che costituisca il punto di partenza per parlare di stabilità".

 

Comments are closed.