ENERGIA. L’efficienza viene dal basso. Rapporto Legambiente-Cresme sui regolamenti edilizi

Su risparmio ed efficienza energetica l’innovazione arriva dal basso. E può arrivare dal settore edilizio, dalle esperienze innovative di riscaldamento domestico e dalle azione previste dai Regolamenti edilizi per il risparmio energetico. È quanto evidenzia il primo Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Regolamenti Edilizi per il risparmio energetico, presentato oggi a Bologna da Legambiente e dall’Istituto di ricerca Cresme.

L’indagine di Cresme e Legambiente sul regolamento edilizio come motore del cambiamento ha preso in considerazione un campione di 1000 comuni e ha raccolto ed esaminato 188 regolamenti edilizi, che, attraverso l’obbligo (104) o con i soli incentivi (85), promuovono un diverso modo di costruire che guarda alla sostenibilità ambientale.

Il principale indirizzo che emerge dall’analisi dei 188 regolamenti edilizi, informa una nota di Legambiente, è quello che riguarda l’obbligo di progettare e realizzare l’impianto di produzione di energia termica in modo di coprire con fonti rinnovabili almeno il 50% del fabbisogno annuo di energia per la produzione di acqua calda e di prevedere l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica non inferiore a quantità definite con valori diversi per unità abitativa dai vari regolamenti.

In 104 Comuni i regolamenti condizionano il rilascio del permesso di costruire, e a volte di ristrutturare, a interventi legati alla produzione di energia da fonti alternative. Ci sono poi 24 Comuni che hanno inserito nei regolamenti edilizi obblighi di risparmio energetico con prescrizioni che vanno oltre la produzione di energia solare. Si tratta di indicazioni che valgono per le nuove costruzioni e prevedono l’adozione di sistemi di recupero di acque piovane e grigie da utilizzare per gli scarichi del water, la realizzazione di pavimenti drenanti nelle superfici lasciate libere o nei giardini, l’utilizzo di materiali naturali e di tecniche costruttive per incrementare l’efficienza energetica, l’installazione di rubinetterie con miscelatore acqua e aria, il controllo automatizzato dell’illuminazione delle parti comuni, il posizionamento e orientamento degli edifici per utilizzare al meglio il rapporto luce-ombra. La maggior parte delle iniziative si concentra nel Nord Italia con oltre 132 regolamenti su 188, rispetto ai 48 del centro, mentre risulta assente la risposta del sud con solo 8 regolamenti.

"I regolamenti edilizi comunali sono una leva fondamentale per promuovere e realizzare politiche ambientali e energetiche innovative. Siamo abituati a ragionare di energia solo in termini di "fonte" (petrolio, gas, carbone, nucleare) e a pensare agli edifici come luogo di consumo di energia prodotta altrove. Quello che invece si viene profilando in questa prima indagine – hanno dichiarato Edoardo Zanchini di Legambiente e Lorenzo Bellicini di Cresme, che hanno curato l’indagine – è uno scenario in cui attraverso una profonda innovazione nel modo di progettare, costruire e gestire gli edifici non solo si può ridurre significativamente la domanda elettrica e termica civile, ma addirittura una parte dell’energia potrà essere prodotta dagli edifici e consumata o scambiata con la rete. Le esperienze realizzate in molti comuni italiani in questi anni, spinta da regolamenti edilizi di nuova generazione, è interessante proprio perché hanno prodotto risultati significativi in termini di innovazione, offrendo anche una risposta concreta ai problemi di costo dell’energia delle famiglie".

IL DOCUMENTO: Le buone pratiche

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