ENERGIA. Legambiente: “Il Governo vuole affossare le rinnovabili”

Il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ha dichiarato oggi che bisogna interrompere un meccanismo di incentivazione all’energia rinnovabile che "è costato 20 miliardi di euro tra il 2009 e il 2010 agli italiani". E domani verrà presentato un Decreto legislativo che, secondo gli ambientalisti, bloccherebbe lo sviluppo delle rinnovabili in Italia, perché prevede un tetto al solare fotovoltaico, un taglio retroattivo per gli incentivi all’eolico, un sistema di incentivi con aste. È quanto hanno denunciato oggi Legambiente, Greenpeace, Wwf, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Kyoto Club, Ises, Anev, Aper, Assoenergie futuro e Assosolare. Ha commentato il direttore generale di Legambiente Rossella Muroni: "Il Governo Berlusconi getta la maschera con un attacco senza precedenti alle fonti rinnovabili. Con la proposta di Decreto legislativo che verrà presentata domani dal Ministro Romani si vogliono fermare l’eolico, il solare, e le biomasse in Italia per dare spazio al nucleare".

Legambiente – informa una nota – ha analizzato nel dettaglio i contenuti della proposta di Decreto in attuazione della direttiva 2009/28/CE, che il ministro Romani presenterà al pre-Consiglio dei Ministri di domani, e che "bloccherebbe inesorabilmente lo sviluppo delle rinnovabili in Italia: per il solare fotovoltaico il Decreto prevede un tetto a 8.000 MW, dopo il quale è previsto lo stop a qualsiasi incentivo. Limite incomprensibile, pari al fotovoltaico installato nel solo 2010 dalla Germania che ha così superato i 18.000 MW installati complessivamente – spiega Legambiente – Per l’eolico, taglio retroattivo del 30% per gli incentivi in vigore, quando l’Unione Europea ha stabilito il divieto a qualsiasi intervento retroattivo proprio perché toglierebbero certezze agli investimenti delle imprese nel settore; un fallimentare sistema di incentivi con aste per i nuovi impianti: invece di ripensare gli attuali sistemi di incentivo, o copiare i migliori sistemi in vigore nei Paesi dove le rinnovabili stanno crescendo, si vuole introdurre in Italia il sistema delle aste che ha fallito in tutti i Paesi in cui è stato introdotto".

"Questo Decreto, se non verrà cambiato, sarà un autentico schiaffo da parte di Romani nei confronti del Parlamento e della stessa Unione Europea – ha continuato Rossella Muroni – Dopo due mesi di audizioni e confronti in Parlamento, con l’approvazione di risoluzioni da parte di Camera e Senato che proponevano correttivi al primo testo presentato dal Governo, perché approvare un testo che non tiene in alcun conto queste proposte? Forse, allora, era questo l’obiettivo della campagna mediatica negativa condotta dal Governo in questi mesi contro le fonti rinnovabili? Per far partire il nucleare facendolo pagare ai cittadini in bolletta?". Le osservazioni dell’associazione saranno presto inviate a Bruxelles.

Comments are closed.