ENERGIA. Legambiente in difesa del solare fotovoltaico

Legambiente si impegna a sollecitare presso le regioni regole per lo sviluppo e l’integrazione nel paesaggio del solare fotovoltaico. Con una mozione approvata all’unanimità nel corso della riunione del direttivo del 18 settembre, l’associazione si impegna a sviluppare il solare fotovoltaico, "convinta – si legge in una nota – che la crescita del solare fotovoltaico sia una prospettiva di fondamentale importanza per ridisegnare il modello energetico in Italia e a livello mondiale".

Si legge nella mozione: "Come abbiamo scelto di fare alcuni anni fa a favore dell’eolico oggi allo stesso modo dobbiamo ribadire una netta posizione a favore del solare fotovoltaico e lavorare per una diffusa mobilitazione dell’associazione a favore delle rinnovabili e contro una campagna che fa comodo solo agli interessi forti che spingono il nucleare e il carbone e che continuano a rinviare qualsiasi politica di risparmio e riduzione delle fonti fossili. Legambiente è in prima linea nel difendere le ragioni delle rinnovabili, senza ambiguità, avendo chiare quali sono le emergenze e le priorità oggi in un Paese come l’Italia". In particolare, sottolinea Legambiente, "la straordinaria crescita del solare fotovoltaico in Italia rappresenta una svolta di fondamentale importanza nella direzione di un sistema energetico che abbia al centro le fonti rinnovabili. In pochi anni si è passati da 50 MW installati nel 2006 agli attuali 1.525MW. Questi impianti permettono di produrre circa 2.059 GWh/a e di contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici evitando emissioni di CO2 pari a 1.235.713 tonnellate anno".

Legambiente si sofferma anche sulle polemiche legate all’uso del fotovoltaico a terra, su aree agricole. E sottolinea che la scelta del fotovoltaico "va indirizzata laddove è più importante il contributo che gli impianti fotovoltaici possono fornire: e quindi in primo luogo sui tetti, nella direzione di una riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, e nelle aree degradate (cave, terreni da bonificare, ecc.). E’ invece sbagliato un modello che preveda lo sviluppo del fotovoltaico in sostituzione di colture agricole".

"L’obiettivo fondamentale da perseguire – spiega infatti l’associazione – non è tanto di escludere qualsiasi installazione in area agricola quanto quello di dare regole intelligenti che permettano di costruire intorno alle fonti rinnovabili, e dunque oltre al fotovoltaico anche l’eolico e le biomasse, una prospettiva che aiuti l’agricoltura italiana a rafforzarsi e a puntare sulla qualità in un periodo, oltretutto, di grande difficoltà, integrando le diverse fonti in base alle caratteristiche territoriali. Se correttamente progettati gli impianti fotovoltaici, anche quelli a terra se di dimensioni limitate e qualora sia impossibile valorizzare i tetti degli edifici, possono rappresentare una prospettiva da guardare con interesse che può contribuire a integrare il reddito agricolo e a soddisfare i fabbisogni elettrici delle attività presenti".

Di conseguenza, "nella discussione pubblica – si legge nella mozione di Legambiente – è importante che non si mettano sullo stesso piano gli impatti provocati dal fotovoltaico in termini di consumo di suolo con quelli realizzati negli ultimi decenni da un’urbanizzazione che ha stravolto, in modo irreversibile, tanti paesaggi italiani di pregio. Né per un’ associazione come Legambiente è possibile fare della lotta al fotovoltaico a terra una diffusa vertenza generalizzata contro il fotovoltaico a terra, finendo per lasciare spazio al nucleare in un periodo in cui si sta cercando di realizzare in Italia un programma di nuove centrali".

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