ENERGIA. Liberalizzazione, i commenti di Consumatori e Ambientalisti

Una parte significativa delle misure che Adiconsum aveva chiesto al Governo per l’avvio del processo di liberalizzazione nella distribuzione dell’energia elettrica e del gas sono presenti nel decreto. Tuttavia – sostiene l’associazione – una valutazione più precisa può essere fatta disponendo del testo integrale del decreto.

Fra gli aspetti positivi:
1. la continuità del ruolo dell’Autorità per l’energia nel fissare la tariffa di riferimento. Ciò impedirà aumenti ingiustificati, garantirà coloro che non fanno la scelta di passare al mercato libero, sarà un riferimento per valutare la convenienza delle varie offerte da parte di nuovi distributori;

2. il mantenimento dell’Acquirente unico per l’acquisto di energia per tutte quelle famiglie e piccole imprese che restano sul mercato vincolato;

3. il rinvio al 1° gennaio 2008 della rimodulazione della tariffa e della definizione della tariffa sociale, consentendo quindi anche alle parti sociali un esame approfondito;

4. Criteri di comparabilità per valutare la convenienza delle tariffe.

Fra gli aspetti che non ritroviamo nel decreto e che ad avviso di Adiconsum restano fondamentali per valutare le offerte dei nuovi distributori c’è la durata dell’offerta contrattuale che non deve essere inferiore a 24 mesi.

Inoltre, per Adiconsum, l’Autorità non deve limitarsi a stabilire solo i criteri dei nuovi distributori, ma deve anche verificarne i requisiti sull’affidabilità degli stessi. Troppe sono state le esperienze negative e speculative verificatisi in altri settori liberalizzati.

Indispensabile per Adiconsum una campagna informativa per spiegare in modo semplice alle famiglie in che consiste il processo di liberalizzazione e quali possono essere i vantaggi e le scelte che sono chiamati a fare, campagna a cui le associazioni consumatori possono fornire un importante contributo.

Adiconsum conclude con un appello alle famiglie: già abbiamo dovuto segnalare all’Autorità comportamenti vessatori da parte dei nuovi distributori. Siamo ancora in una fase in cui ancora molte regole devono essere chiarite e definite. Occorre quindi evitare di fare scelte improvvisate sulla base di una pubblicità fatta di sconti e di premi non meglio precisati e/o ingannevoli. E’ opportuno quindi prendersi i primi 6 mesi come pausa di riflessione per vedere chi sono i nuovi distributori, confrontare le loro offerte, verificarle rispetto alla tariffa di riferimento, studiare il testo del contratto rispetto a norme non trasparenti o vessatorie e solo successivamente decidere il proprio distributore.

Secondo il WWF, uno dei passi fondamentali è che con il decreto finalmente viene garantito il diritto dei consumatori a conoscere il mix di approvvigionamento del proprio fornitore come previsto dalla normativa europea. Il decreto accoglie le richieste in tal senso avanzate di recente con una lettera al Ministero dello Sviluppo economico ed Autorità per l’energia da WWF ed Altroconsumo. I consumatori potranno scegliere in base alla responsabilità ambientale del proprio fornitore ed il provvedimento apre alla possibilità di differenziare la fiscalità energetica in base alle emissioni di CO2 delle diverse fonti. Nei decreti attuativi, che diventano urgentissimi, bisogna garantire la correttezza dei dati sulle percentuali delle diverse fonti di energia (rinnovabili e non) che i singoli fornitori saranno chiamati ad esplicitare nella bolletta.

Ancora critici gli indicatori che accompagnano la liberalizzazione da un punto di vista tariffario e per questo il WWF segnala che ad oggi, l’unico modo per risparmiare sulla bolletta elettrica rimane aumentare l’efficienza energetica della propria abitazione!
La riforma del sistema tariffario del settore domestico deve essere accompagnata da una costante verifica con le priorità ambientali del paese. Nel processo di riforma è fondamentale che, attraverso una contestuale revisione della fiscalità, venga mantenuta e migliorata la progressività delle tariffe elettriche in base al principio che più kWh consumo più ne incrementa il costo. Consumi eccessivi di energia elettrica sono infatti indice di spreco ed in quanto tale determinano un costo per il paese e per l’ambiente che deve essere compensato da un maggiore fiscalità sul kWh.

Anche in merito all’introduzione di una tariffa sociale per i meno abbienti risulta importante introdurre degli elementi che favoriscano l’efficienza energetica per quanti sono maggiormente esposti ai continui incrementi del costo dei combustibili fossili. Non ha senso limitare la tariffa "sociale" ad uno sconto in bolletta, è molto più avanzato ed in linea con gli obiettivi energetico ambientali del paese, creare un meccanismo di promozione dell’efficienza energetica nelle abitazioni dei più bisognosi. Anche in questo caso i veri risparmi saranno garantiti dalla possibilità di consumare meno.

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