ENERGIA. Liberalizzazioni, Bersani: “Non fare col carbone come con il nucleare”

Energia elettrica e gas. Servizi pubblici locali. Telecomunicazioni. Rete gas. Liberalizzazioni. Sono i temi al centro del convegno "Energia. Servizi Pubblici Locali. Telecomunicazioni. Apertura dei mercati e reti", che si è svolto oggi a Roma alla presenza del ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani che ha ricordato come nella discussione sulle liberalizzazioni "bisogna dare un giudizio positivo: se passa l’idea che tanto non cambia niente può essere questo un elemento di paralisi". Sulla discussione fra liberalizzazioni "piccole e grandi", il ministro ha sottolineato l’importanza di ricontrattare un mutuo e il fatto che in tre mesi il 40% degli incidenti stradali siano risolti con indennizzi diretti, con la previsione che in sei o sette mesi si arriverà a risolvere in questo modo il 60/70% degli incidenti.

Energia e carbone: "Vogliamo uscire dal carbone come dal nucleare? Se la risposta è no – ha detto il ministro – dobbiamo consentire investimenti e rinnovare i piani". "Non è vero – ha aggiunto – che le nostre imprese inquinano di più. E stiamo facendo piani di efficienza energetica". "Io non sono quello del carbone. Semplicemente non vorrei fare con il carbone quello che abbiamo fatto con il nucleare". Di fronte alle polemiche generate dalla bocciatura dell’Unione Europea del piano italiano sulle emissioni "uscire dal carbone non è praticabile". Bersani ha sottolineato che l’Italia produce soltanto il 10% dell’energia totale utilizzando il carbone, mentre la Germania, patria delle rinnovabili ne produce per il 40%. "Sento dire che per risolvere Kyoto bisogna uscire dal carbone. Questo – ha detto – mi sembra improponibile. Mi pare invece praticabile fare interventi che realizzino il massimo di tutela dell’ambiente e della salute con le tecnologie disponibili e noi lo faremo".

Sul tema del gas, se si vuole mantenere "certezza di approvvigionamento" è necessario tener conto della situazione. Lo ha sottolineato Antonio Catricalà, presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza, che ha rilevato come l’Italia abbia il problema del gas: "E’ una materia prima di cui abbiamo necessità. Arriva in parte da Russia e in parte da Algeria, abbiamo la necessità di essere sicuri che il gas arrivi nelle case soprattutto col passare del tempo, perché l’idea di costruire rigassificatori non si concretizza". E in tema di tlc e dei recenti casi che hanno riguardato Wind, "il problema dell’italianità della rete è un problema più di immagine che di sostanza: di sostanza occorrono know how e investimenti".

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