ENERGIA. Mercato libero non decolla, Consumatori chiedono più trasparenza e risparmio

Le famiglie passate al mercato libero dell’elettricità dal 1° luglio 2007 al 30 settembre 2009 sono l’8,2% del totale (il 30% per le piccole imprese) mentre più bassa è la percentuale sul mercato del gas, dove la percentuale di clienti domestici e non passati al mercato libero si ferma al 7%. I dati, che provengono dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, vengono interpretati dalle associazioni dei consumatori con la necessità di combattere le pratiche commerciali scorrette, aumentare il risparmio e la trasparenza delle offerte.

Secondo Paolo Landi, segretario generale Adiconsum, bisogna infatti "combattere con decisione le pratiche commerciali scorrette per creare fiducia nel mercato libero dell’energia". I risultati del passaggio sono infatti "modesti" e "non ci sorprendono – commenta l’associazione – Troppe sono state le pratiche commerciali scorrette attuate, che hanno indotto le famiglie a non passare al mercato libero, nonostante le precise regole stabilite dall’Autorità per l’energia. A ciò si aggiunga un risparmio modesto rispetto alle promesse annunciate. Occorre combattere il malcostume di addebitare in bolletta consumi presunti, a volte di gran lunga superiori a quelli effettivi. Per far correggere l’errore, il consumatore è costretto ad una vera e propria "via crucis" per la difficoltà (o meglio l’impossibilità) a contattare il gestore. Per contro, il gestore fa scattare una serie di pressioni per far pagare comunque all’utente anche i consumi non goduti".

Maggiore trasparenza viene richiesta anche da Federconsumatori, che sottolinea come il cambiamento abbia interessato, in tempi recenti, soprattutto il settore elettrico, nel quale i risparmi "possono raggiungere anche il 12-13% per una famiglia che consuma 2700 kw/h annui".

"La motivazione principale del passaggio al mercato libero è, infatti, il risparmio, che deve raggiungere importi significativi, non inferiori alle 2 cifre percentuali", commenta Mauro Zanini, vicepresidente Federconsumatori. Per l’associazione, nel settore del gas il mercato invece non decolla soprattutto per tre motivi: risparmi modesti; comportamenti scorretti da parte di alcune imprese di vendita che non rendono disponibili offerte trasparenti, contrariamente a quanto disposto dal codice di comportamento commerciale dell’Autorità per l’energia; un mercato frammentato dove molte aziende frenano nella concorrenza.

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