ENERGIA. Mse fa il punto sul mercato del gas e propone l’Italia come hub del Mediterraneo

Disponibilità del gas e sicurezza degli approvvigionamenti. Questi i due aspetti principali da affrontare nello scenario del mercato del gas secondo il Ministero dello Sviluppo economico che questa mattina ha presentato a Roma il rapporto "Sicurezza degli Approvvigionamenti Energetici per L’Italia".

Il mercato europeo del gas attualmente è soddisfatto per più della metà da produzione interna e per la restante parte da importazioni. Il ruolo più importante nelle importazioni lo rivestono la Russia e l’Algeria, mentre è ancora poco sviluppato il mercato del Gas naturale liquefatto (GNL).

Secondo il rapporto le previsioni di crescita della domanda di gas naturale indicano che il consumo di gas crescerà da circa 575 miliardi di metri cubi annui del 2005 a più di 700 nel 2020. Contestualmente, le riserve di gas in Europa vanno progressivamente esaurendosi e non saranno completamente sostituite da nuove scoperte (queste ultime concentrate in Norvegia).

La produzione europea diminuirà – in particolare in Gran Bretagna, Olanda, Germania e Italia – da 330 Miliardi di metri cubi annui nel 2005 a 220 nel 2020. Questi due andamenti comporteranno inevitabilmente un aumento della dipendenza da importazioni, che passeranno da 245 Miliardi di metri cubi annui del 2005 (pari al 43% del consumo) a circa 500 nel 2020 (pari al 70% del consumo). Servono dunque nuove infrastrutture per garantire la sicurezza delle forniture anche perché quelle attuali consentono l’importazione prevalentemente da solo 2 paesi: Russia e Algeria.

L’Italia è uno dei paesi europei a maggiore dipendenza dal gas, e la situazione non potrà cambiare molto nel futuro prossimo. Varie le cause: mancanza di energia nucleare, potenzialità basse dell’eolico, solare al momento ancora costosa, difficoltà nel realizzare nuovi progetti carbone, attuazione delle politiche europee di riduzione CO2 e degli accordi di Kyoto. Ad oggi le infrastrutture che alimentano il mercato del gas italiano – 3° mercato europeo dopo Gran Bretagna e Germania – sono appena sufficienti per garantire l’equilibrio Domanda/Offerta.

Nell’inverno 2005/2006, a causa della rigidità delle temperature, di forti consumi nel settore elettrico e di problemi nell’approvvigionamento dalla Russia attraverso l’Ucraina, il sistema ha dovuto ricorrere allo stoccaggio strategico e a misure di contenimento dei consumi e nei successivi inverni 2006/2007 e 2007/2008 situazioni di emergenza sono state evitate grazie a misure preventive e all’andamento climatico favorevole.

"Il terminale GNL di Rovigo – spiega il rapporto – e i potenziamenti sui gasdotti di transito TAG in Austria e TTPC in Tunisia, che saranno operativi alla fine del 2008, contribuiranno al raggiungimento di accettabili livelli di sicurezza del sistema e a far fronte all’attesa crescita della domanda nell’immediato. Per garantire la sicurezza del sistema energetico italiano e per favorire la concorrenza è necessario diversificare le fonti di approvvigionamento". Dunque la copertura del fabbisogno di gas va assicurata non solo tramite gasdotti ma anche attraverso nuove infrastrutture di rigassificazione, che mirano a diversificare le modalità e i Paesi di approvvigionamento, a creare un mercato più flessibile e a consentire l’ingresso di nuovi operatori sul mercato.

In questo senso il rapporto sottolinea come l’Italia possa sfruttare la propria posizione centrale nel Mediterraneo per fare da snodo del gas per L’Europa, affermandosi come il principale hub del gas del bacino, potenziando anche il sistema nazionale di stoccaggio, con conseguenti benefici in termini di sicurezza delle forniture e riduzione dei costi dell’energia per i cittadini/consumatori.

 

 

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