ENERGIA. No al carbone, Legambiente protesta al vertice di Caserta

La Reggia di Caserta, che ospita in oggi il vertice di Governo, stamani luogo di protesta di Legambiente. Oggetto del dissenso la politica energetica italiana, diretta verso l’utilizzo del carbone come fonte alternativa al petrolio. I manifestanti, dietro lo striscione "SI AL VENTO, SI AL SOLE, NO AL CARBONE", intendono promuovere serie scelte verso le energie rinnovabili ed il risparmio energetico, come vero mezzo di riduzione delle emissioni di Co2.

"Chiediamo al Governo Prodi – afferma Legambiente – un impegno preciso per ridurre drasticamente le emissioni di gas serra e per recuperare il forte ritardo maturato sul fronte delle energie pulite. Un deciso cambio di strategia, per riscattare l’Italia dal pesante ritardo che ha obbligato la UE a affibbiarci una sonora bocciatura per la politica energetica". "Siamo molto preoccupati per la miopia che il nostro Paese ha dimostrato in campo energetico dice Rossella Muroni, della Segreteria nazionale di Legambiente -. Decine di studi e istituzioni autorevoli ci dicono da tempo che siamo in emergenza. Che per fermare, o almeno rallentare, i cambiamenti climatici ormai sotto gli occhi di tutti, i governi devono impegnarsi attivamente per invertire la rotta, cominciando con una seria politica di investimenti sulle fonti rinnovabili e puntando sul risparmio energetico".

L’Italia appare ancora indietro nello sviluppo delle energie rinnovabili rispetto alla media Ue. "Secondo la normativa europea – afferma l’associazione – entro il 2010 l’Italia dovr produrre il 25% di elettricità da fonti rinnovabili. Un traguardo ancora lontano, se si considera che oggi arriviamo al 16% e solo grazie al contributo del vecchio idroelettrico, non certo per aver aumentato eolico e solare. Eppure siamo il paese del sole e del vento, come possibile che questo governo si ostini a voler riaprire le porte al carbone, la fonte fossile inquinante per eccellenza?".

"Non solo una questione di soldi spiega Legambiente -, gli incentivi economici alle rinnovabili ci sono. Vanno modificate le modalità con cui vengono assegnati, introducendo anche in Italia il Conto Energia, che in Spagna e Germania ha permesso alle rinnovabili uno sviluppo travolgente. Quello che manca sono le regole. Occorre che il Governo emani finalmente le linee guida per lapprovazione dei progetti relativi a impianti da fonti rinnovabili: lassenza di un quadro normativo di riferimento oggi rischia di mettere in discussione gli obiettivi fissati dal governo stesso con la Legge Finanziaria".

Legambiente denuncia le notevoli difficoltà incontrate dai comuni italiani per l’installazione di impianti fotovoltaici, a causa della mancanza di procedure standard. Ancora più grave l’azione di alcune Regioni, che hanno approvato moratorie alla costruzione di impianti eolici. "Rinnovabili e risparmio energetico – afferma l’associazione – sono priorità che Legambiente ribadisce da tempo, sia per la tutela dellambiente e della salute dei cittadini, sia sul fronte della competitività economica, contribuendo alla crescita e alla modernizzazione del Paese. Basti un dato: in Germania il settore delle energie rinnovabili oggi conta quasi 180mila occupati".

 

 

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