ENERGIA. Nucleare, Ambientalisti esprimono dissenso

"A parità di investimenti, l’efficienza energetica e le rinnovabili sono capaci di creare 15 posti di lavoro per ognuno nel nucleare. In meno di 10 anni, il settore delle rinnovabili in Germania ha creato oltre 280.000 posti di lavoro tra diretto e indotto. In Italia, al 2020 con la diffusione delle rinnovabili si potrebbero creare dai 150 ai 200mila nuovi posti di lavoro. Questa sarebbe una reale occasione per lo sviluppo industriale e occupazionale del Belpaese". Così il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza ha commentato le dichiarazioni di Enel e Confindustria sulla necessità di reintrodurre il nucleare in Italia, rilasciate durante il workshop in corso questa mattina a Roma presso la sede di Confindustria.

Secondo Emma Marcegaglia, infatti, il nucleare è "una grande opportunità, non solo di lavoro, business e crescita, ma anche di qualificazione tecnologica, che le nostre aziende sono pronte a intraprendere".

"Il nucleare serve per differenziare le fonti energetiche?" – ha continuato Cogliati Dezza – "Bisogna essere precisi, per non correre il rischio di fare ordinaria demagogia. E aggiungere che, come dimostrato da uno studio del Cesi Ricerca del 2008, con la costruzione di 4 reattori EPR di terza generazione evoluta da 1.600 MW l’uno, risparmieremmo, dal 2026 in poi, appena 9 miliardi di metri cubi all’anno di gas naturale, pari al 10% dei consumi attuali e al contributo di un rigassificatore di media taglia".

Anche gli attivisti di Greenpeace hanno manifestato il proprio dissenso srotolando sulla facciata del Palazzo della Civiltà Italiana all’Eur uno striscione di 300 metri quadrati con la scritta «Stop alla follia nucleare, Stop Nuclear Madness».

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