ENERGIA. Nucleare, Corte Costituzionale dichiara illegittime leggi Puglia, Basilicata e Campania

Sempre più in primo piano la ripartizione delle competenze fra Stato e Regioni in materia di nucleare. Dopo la decisione dello scorso giugno, quando la Corte Costituzionale si era pronunciata sui ricorsi presentati dalle Regioni nei confronti della legge delega sul nucleare, rigettandoli perché ritenuti in parte infondati e in parte inammissibili, nei giorni scorsi la Corte ha dichiarato illegittime le leggi regionali con le quali Puglia, Basilicata e Campania avevano vietato l’installazione sul loro territorio di impianti di produzione di energia nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare e di stoccaggio di rifiuti radioattivi. Secondo la Corte, in assenza di intesa fra Stato e Regioni sul nucleare, sussiste una competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente.

Secondo Federconsumatori, che proprio in questi giorni è intervenuta sul nucleare, quest’ultimo è un investimento che "poco ha a che fare con l’interesse dell’intera economia e dei cittadini". Ha detto il presidente Rosario Trefiletti: "Se la politica energetica è una questione di interesse nazionale, altrettanto non lo si può dire per l’energia nucleare. Infatti, costruire centrali nucleari significa al di là delle pur importantissime questioni legate al territorio, nonché allo smaltimento delle scorie, un investimento che poco ha a che fare con l’interesse dell’intera economia e con gli interessi dei cittadini, anche in relazione ad un approfondito studio costi-benefici del nucleare realizzato dall’Ufficio Studi Federconsumatori. Investimenti per 3-4 miliardi per ogni centrale, tempi lunghissimi anche di 8-9 anni prima che possano entrare in funzione, quando cioè saranno più convenienti e maggiormente efficienti altre modalità di produzione energetica e senza contare, particolare di non poco conto, quanto costerà ai cittadini per gli aumenti delle bollette elettriche che si stima aumenteranno di circa il 25% per mettere in pratica gli investimenti necessari al nucleare, fanno pensare che ancora una volta nella testa di qualcuno vi sia sempre il pensiero fisso e quello sì ideologico di anteporre gli interessi dei pochi contro gli interessi dei molti".

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