ENERGIA. Nucleare, Governo propone moratoria. Associazioni in protesta

E’ in corso a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei Ministri per l’esame di alcuni provvedimenti sulla disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare. Il CdM analizzerà, però, anche la proposta, annunciata ieri dal Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, di una moratoria sulle centrali nucleari.

La proposta di Romani ha fatto scattare un coro di proteste. "E’ solo un escamotage per prendere tempo e passare indenni le elezioni amministrative e il referendum – ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – Si è scelto di traccheggiare un anno per non perdere le elezioni amministrative e boicottare il referendum antinuclearista, ma siamo convinti che gli elettori non si faranno prendere in giro – ha proseguito Cogliati Dezza – Non c’è bisogno di nessuna pausa di riflessione sul nucleare perché i suoi danni e la sua pericolosità sono purtroppo sotto gli occhi di tutti. Quello di cui c’è bisogno invece è un No incondizionato, basato sul coraggio di investire sull’efficienza e sulle rinnovabili, ma anche sulla lungimiranza di pensare al futuro del Paese. Due attributi che evidentemente non appartengono a questo Governo. Invitiamo quindi i cittadini a non cadere nell’inganno di questa moratoria e partecipare al referendum, votando SI per fermare il Nucleare".

Si fanno sentire anche le proteste delle oltre 60 associazioni del Comitato Vota Sì per fermare il nucleare, secondo cui "questa moratoria è solo una presa in giro". "Vogliono chiudere la bocca agli italiani perché sanno che dalle urne del referendum verrà fuori una sonora bocciatura del loro folle progetto nucleare. La verità è che il governo sul nucleare non ha cambiato idea – protestano le associazioni – Vogliono solo rimandare il taglio del nastro dopo le amministrative e depotenziare il referendum, nella speranza che la nube radioattiva passi, che la tragedia giapponese venga dimenticata".

Secondo il Comitato, "non è una pausa di riflessione, ma una subdola operazione di marketing fatta sulla pelle e sulla fiducia degli italiani. Non sono preoccupati della nostra salute, ma dell’andamento dei sondaggi". Inoltre, proseguono le associazioni, "vorremmo capire come intendono imporre agli italiani questa subdola moratoria: non basterà fermare il decreto legislativo sulla localizzazione delle centrali". Anche per dire no a questi "inaccettabili giochetti di prestigio", le associazioni del Comitato Vota Sì per fermare il nucleare hanno convocato a Roma per sabato prossimo (26 marzo), in occasione della manifestazione per i referendum su acqua e nucleare, "tutti gli italiani che non vogliono una centrale sotto casa e che non credono alle false promesse del governo".

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