ENERGIA. Nuove proposte da Commissione UE. Consumatori potranno scegliere anche fornitore straniero

BRUXELLES. La Commissione UE ha presentato il terzo pacchetto per la liberalizzazione e l’integrazione del mercato unico dell’energia. L’obiettivo delle due proposte di direttiva e delle tre proposte di regolamento, è completare entro il gennaio 2009 la creazione di un mercato interno dell’energia, aperto alla concorrenza, dotato di norme minime comuni e vincolanti in grado di ridurre i costi per i cittadini e per le imprese.

Le proposte della Commissione sono improntate ad un’ottica che pone in primo piano la scelta del consumatore, tariffe più eque, l’energia pulita e la sicurezza dell’approvvigionamento.

Per il Commissario all’Energia, Andris Piebalgs, una vera rete europea dovrebbe funzionare come una rete unica in grado di raggiungere tutti e tre gli obiettivi di Bruxelles in questo settore: un mercato concorrenziale ridurrebbe i costi per i cittadini e le imprese, stimolerebbe l’efficienza energetica e gli investimenti e consentirebbe il corretto funzionamento del meccanismo di scambio dei diritti di emissione. Compresi i vantaggi in termini di sicurezza delle forniture.

Per centrare questi obiettivi, la Commissione ritiene indispensabile che si provveda alla separazione netta tra la produzione e la distribuzione di energia, (unbundling) in grado di rimuovere ogni ostacolo alla libera concorrenza. Tuttavia, per evitare le discriminazioni, l’esecutivo propone di inserire una clausola di salvaguardia, in grado di tutelare le reti di trasporto di gas ed elettricità (ma non dell’intero sistema energetico). In pratica, coloro che vorranno entrare sul mercato europeo potranno farlo solo dopo il pieno divorzio tra produttori e distributori. Questo vale sia per le società europee che per quelle non europee. La finalità l’ha spiegata il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso: "Vogliamo uno strumento di salvaguardia europeo da attivare, se necessario, per difendere l’interesse generale del mercato Ue da eventuali attacchi esterni che potrebbero avere interessi non commerciali".

La Commissione presterà poi particolare attenzione ai diritti dei consumatori e all’energia come servizio pubblico. "È ora che le famiglie e le imprese traggano pienamente beneficio da un mercato dell’energia competitivo, in termini di scelta del fornitore e di tariffe più eque. Le proposte odierne assicureranno che ciò si realizzi", ha affermato Neelie Kroes Commissario responsabile per la concorrenza.

Il capo dell’Antitrust Ue ha collegato le proposte presentate oggi ai risultati dell’indagine settoriale sul settore energetico pubblicata il 10 gennaio scorso, in cui si denunciava che anche in Italia i "prezzi sono notevolmente più alti che nella maggior parte dei paesi europei". Il documento sottolineava inoltre che Eni e Enel "hanno mantenuto una posizione dominante nei rispettivi mercati e esercitano un forte potere sul mercato". In particolare, osservava il rapporto, "il controllo da parte dell’Eni di tutte le infrastrutture ed importazioni del gas impedisce lo sviluppo pieno della concorrenza".

Dopo aver varato la Carta degli utenti dell’energia (attesa per dicembre), Bruxelles spingerà affinché venga offerta al consumatore la possibilità di scegliere il fornitore di energia di un altro Paese (comprese quelle che investono in energia rinnovabile), e si riducano le formalità burocratiche in caso di revoca della scelta. Le direttive "Elettricità" e "Gas" (2003/54/CE e 2003/55/CE) sanciscono già diritti per i consumatori nel settore dell’energia, prevedendo specifiche salvaguardie per i cittadini vulnerabili in caso di aumento dei prezzi, ma questi diritti devono essere chiariti dopo l’apertura del mercato. La Carta includerà disposizioni volte a far fronte alla cosiddetta "fuel poverty" (povertà in relazione al consumo di energia), informazioni sui fornitori disponibili e sulle opzioni di approvvigionamento, azioni intese a ridurre le formalità burocratiche in caso di sostituzione del fornitore di energia e a proteggere i cittadini da pratiche di vendita scorrette. Una specifica campagna di informazione sarà avviata per informare i cittadini dei loro diritti.

La Commissione propone infine la costituzione di un nuovo organismo unico a
livello UE o, quanto meno, una Rete europea di autorità di regolamentazione indipendenti che dovrebbe tenere conto dell’interesse europeo, con un appropriato coinvolgimento della Commissione.

Per l’Ufficio europeo dei consumatori (Beuc) è "benvenuta" l’intenzione dell’Esecutivo comunitario di stabilire un mercato dell’energia concorrenziale in Europa, ma non basta: "Noi crediamo – afferma il Beuc in una nota – che con il terzo pacchetto i consumatori nono siano sufficientemente protetti e non abbiano abbastanza potere". La separazione delle attività di produzione di energia e gestione delle reti di distribuzione (‘unbundling’), così come le misure di trasparenza del mercato, sono anch’esse "benvenute" per l’Associazione ma "non bastano a consentire ai consumatori di beneficiare dell’apertura dei mercati dell’energia". Il Beuc chiede alla Commissione di andare oltre, impegnandosi chiaramente "a sottoscrivere e a rendere giuridicamente vincolante la proposta di Carta dei diritti dei consumatori di energia", un testo che, tuttavia, dovrà anche "essere migliorato", concude l’Associazione.

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