ENERGIA. Ortis: “Tsunami petrolio in bolletta, servono iniziative forti”

Lo "tsunami petrolio" colpisce i costi energetici e le bollette dei consumatori. Negli ultimi 18 mesi l’aumento del prezzo dell’energia elettrica per le famiglie è stato del 14,7% per i consumatori in maggior tutela; il prezzo di riferimento del gas per i consumatori minori è aumentato del 12,3% rispetto a quello del primo trimestre 2007. La "questione gas" continua a essere centrale per i consumatori italiani: il gas incide infatti per il 60% sulla spesa totale della bolletta energetica delle famiglie (gas più energia elettrica). E sulle bollette elettriche insistono oneri di sistema che potrebbero essere trasferiti sulla fiscalità generale. Sono alcuni dei punti centrali affrontati dal presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas Alessandro Ortis nella Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta, presentata oggi a Montecitorio.

Ortis ha ribadito l’attivazione dell’Authority nelle attività di vigilanza anti-rincari sulla Robin Hood Tax, secondo quanto previsto dal dl 112/2008, compito che "consiste nel vigilare sul puntuale rispetto del divieto di trasferire sui prezzi, di energia elettrica, gas e prodotti petroliferi, la maggiorazione di imposta prevista dalla stessa norma per gli operatori di tali settori. È un compito difficile ma per i quale ci siamo doverosamente già attivati". C’è infatti rischio di rincari: "Non vi è dubbio – ha detto Ortis – che, in assenza di una forte ed immediata iniziativa le imprese non avrebbero alcuna difficoltà a trasferire interamente sui prezzi tale maggiorazione di imposta. Ciò è particolarmente vero nei settori del gas e dei prodotti petroliferi, i cui mercati appaiono più che imperfetti dal punto di vista del livello competitivo".

Lo "tsunami-petrolio", ha esordito l’Authority, "sta colpendo i Paesi consumatori ed in particolare il nostro Paese. In assenza di nucleare, con uno scarso utilizzo del carbone, con un limitato contributo da fonti rinnovabili competitive, l’Italia è ancora molto esposta all’importazione di idrocarburi (quasi l’80% del fabbisogno energetico, contro una media europea inferiore al 50%) e la sua produzione elettrica è oggi basata sul gas naturale (combustibile con quotazioni ancora troppo ancorate a quelle del greggio) per il quasi il 60% (contro una media europea del 20%)". Di conseguenza il caro-petrolio "colpisce duramente i costi energetici e le bollette di tutti noi consumatori": in euro il barile segna un aumento del 110% da gennaio 2007, superiore al 35% nei primi sei mesi del 2008. E se "tutto ciò tormenta", "tormentarsi non vuol dire rassegnarsi" ma reagire per "puntare verso un mix di copertura meno petrolio-dipendente e più competitivo" e fra gli altri punti "beneficiare di una forte e sana concorrenza" e "incoraggiare l’Unione Europea a far valere, nei rapporti con i Paesi produttori di idrocarburi, la tanto auspicata single voice, il potere contrattuale di cinquecento milioni di consumatori". "Servono quindi – commenta Ortis – iniziative forti per uscire dallo status quo".

Per mitigare gli aumenti dei costi delle materie prime, gli strumenti impiegati dall’Autorità sono stati "il contrasto alle inefficienze dei mercati" e "l’equa determinazione delle componenti dei prezzi soggette a tariffazione".

Prezzi e tariffe: energia elettrica. "Negli ultimi 18 mesi, malgrado l’enorme balzo del prezzo Brent (circa +150% in dollari, +110% in euro), l’aumento del prezzo dell’energia elettrica per le famiglie è stato ben più contenuto: 14,7% per i consumatori in maggior tutela", con un passaggio da 15,60 centesimi di euro/kWh del primo trimestre 2007 a 17,9 centesimi di euro/kWh del primo luglio 2008. Per il consumatore domestico tipo l’incidenza della componente tariffaria per i servizi è si è ridotta al 13,3% della bolletta totale; la parte energia sale al 65,1%; le imposte al 13,7%; gli oneri generali di sistema sono al 7,9%. Ha commentato Ortis: "Per gli oneri di sistema (gravati anche dall’IVA, pur avendo carattere parafiscale) e per alcuni oneri fiscali in bolletta, c’è da chiedersi se non sia venuto il momento di trasferire, come da noi proposto anche in passato, qualche voce dalla stessa bolletta alla fiscalità generale; una soluzione questa certamente più equa per evitare che una famiglia numerosa, con ovvio maggior consumo energetico, contribuisca ad oneri generali più di un single benestante". Verrà attivato, ha proseguito, un meccanismo di tutela sociale per famiglie disagiate e malati che necessitano di terapie energivore. "Il bonus sociale sulle bollette dell’energia elettrica – ha detto – verrà attivato con il quarto trimestre dell’anno" e il meccanismo avrà effetto retroattivo con bonus per tutto il 2008.

In riferimento ai dati Eurostat del secondo trimestre 2007, "le famiglie italiane con consumi annui entro 2005 kWh hanno avuto prezzi inferiori di oltre il 20%, al lordo delle imposte, rispetto alla media europea. In generale le imprese italiane hanno invece pagato, nello stesso periodo, prezzi dell’energia elettrica più elevati rispetto alla media europea per tutte le classi di consumo, sia al lordo sia al netto delle imposte".

Prezzi e tariffe: gas naturale. Le bollette gas per le famiglie italiane "sono state in linea con quelle medie europee per la classe più bassa di consumo (cottura cibi e riscaldamento acqua) mentre per le classi più alte (utilizzo del gas anche per il riscaldamento) esse sono state leggermene superiori alla media europea, se al netto delle imposte, e superiori del 20%, se al lordo delle imposte". Con gli ultimi aggiornamenti tariffari, ha sottolineato il presidente dell’Autorità, il prezzo di riferimento per i consumatori minori è salito a 77,61 centesimi di euro con un aumento del 12,3% rispetto al primo trimestre 2007. Per Ortis un efficientamento può venire dalla riduzione del numero dei distributori (da 320 attuali a 50 secondo l’Autorità). La questione gas continua a essere centrale in bolletta. "Sommando la spesa totale annua (per gas ed energia elettrica) la bolletta gas rappresenta il 68% del tutto – ha evidenziato l’Autorità – Perciò e considerando che la produzione elettrica nazionale è basata sul gas per quasi il 60%, il peso della materia prima gas naturale rappresenta da sola il 60% circa della spesa totale (gas ed energia elettrica) delle famiglie e certamente una quota significativa per le imprese".

LINK: Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta

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