ENERGIA. Ortis: preoccupazioni per il persistere di posizioni dominanti

Nel settore elettrico continua lo sviluppo delle infrastrutture di produzione e trasporto e la capacità produttiva ha raggiunto "un discreto margine di riserva" che non è però ancora sufficiente a garantire "piena sicurezza e competizione". Dalla concorrenza sono però arrivati recuperi di efficienza valutabili in oltre 4 miliardi di euro l’anno. Il settore gas invece sconta l’assenza di concorrenza e investimenti tardivi che lasciano il paese in deficit di offerta. L’Eni mantiene un ruolo dominante e dunque il potere di influenzare i prezzi. E a supporto della liberalizzazione del mercato, è necessario mantenere per famiglie e piccoli consumatori "un sistema, ancorché transitorio, di tutele". È quanto emerga dalla Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta presentata oggi dal Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas Alessandro Ortis. "Di questi giorni – ha detto – è l’inizio dell’iter parlamentare per la conversione del Decreto Legge n. 73 del 18 giugno, per l’avvio della apertura del mercato elettrico. In merito, auspico che il nostro Parlamento, già dimostratosi tra i più decisi in Europa a sostegno dell’efficienza dei mercati, possa ora portare a compimento il processo di liberalizzazione dei settori energetici, con la conversione ti tale Decreto ed una rapida conclusione dell’iter per il ddl energia di completo recepimento delle Direttive, attualmente all’esame del Senato".

CONCORRENZA. Nel settore elettrico nazionale, ha detto Ortis, "il mercato ha indotto un imponente programma di investimenti nella produzione che sta consentendo di superare la carenza di offerta del 2003; per i prezzi, nonostante il loro andamento sia fortemente offuscato dall’impennata dei quelli del petrolio e del metano (idrocarburi dai quali continua a dipendere in modo eccessivo il nostro Paese), sono stati conseguiti recuperi di efficienza, valutabili in oltre 4 miliardi di euro l’anno, che si sono tradotti non solo in sviluppo delle imprese, ma anche in benefici per i consumatori". Nel settore gas ci sono "risultati negativi persistenti" e "per l’assenza di fatto della concorrenza, gli investimenti risultano tardivi, lasciando il Paese in una situazione di grave deficit di capacità di offerta, come per le due crisi invernali dal 2004 al 2006. Lo scorso inverno – ha aggiunto Ortis – grazie alle eccezionali condizioni climatiche, non si sono avute difficoltà di approvvigionamento, ma essendo stato fatto poco per le infrastrutture, dobbiamo ancora sperare in prossime condizioni stagionali favorevoli". Quanto ai prezzi, dunque, "i consumatori hanno dovuto subire quasi integralmente l’incremento dei prezzi internazionali".

INFRASTRUTTURE. "Nel settore elettrico – prosegue il presidente dell’Autorità – continua il processo di sviluppo delle infrastrutture di produzione e trasporto. La capacità produttiva ha ormai raggiunto un discreto margine di riserva, che tuttavia è ancora insufficiente a garantire piena sicurezza e competizione anche a causa della disomogeneità territoriale delle localizzazioni di alcune centrali e di carenze nei collegamenti a rete". Il programma di sviluppo di Terna, ha ricordato, ha consentito alcuni risultati come il completamento della linea Matera-Santa Sofia e "dovrebbe ridurre progressivamente le congestioni e le criticità di sistema". Nel settore gas, rileva Ortis, "rimane molto problematica la situazione degli investimenti per approvvigionamenti e stoccaggi: l’offerta di capacità infrastrutturale è largamente al di sotto di quella necessaria a creare un mercato competitivo; essa è persino al di sotto di quella necessaria a garantire un accettabile livello di sicurezza". Sono dunque necessari investimenti in rigassificatori, gasdotti e stoccaggi. E quanto all’accordo fra Eni e Gazprom per un nuovo gasdotto di collegamento fra Russia e Europa, questo "può essere un apprezzabile contributo alla sicurezza, anche in relazione alla prevista crescita elevata dei consumi UE, a condizione che non sia motivo di ostacolo per i progetti degli altri operatori, la diversificazione degli approvvigionamenti e la concorrenza".

MERCATI.Nel mercato elettrico all’ingrosso, ha ricordato Ortis, l’azione congiunta fra l’Autorità e l’Antitrust ha portato Enel a vendere quote di produzione che "senza penalizzare il venditore, contribuiscono a rendere il mercato più competitivo. Gli effetti in termini di prezzo appaiono già visibili". E allo stesso tempo è in atto la riorganizzazione degli assetti proprietari dei poli di produzione. Ci sono però comportamenti critici che sono stati segnalati all’Antitrust: si sta infatti passando da una situazione in cui era possibile l’esercizio di potere di mercato unilaterale "ad un modello in cui forme di collaborazione, anche tacite, di alcuni operatori potrebbero condizionare gli esiti di mercato. Alcune pratiche, quali ad esempio il trattenimento di capacità produttiva a fini speculativi, ovvero di aumento dei prezzi dell’energia elettrica a beneficio dei profitti di tutti i produttori, vanno decisamente prevenute". Nel settore gas il presidente Ortis ha ricordato che "l’Eni mantiene un ruolo dominante in ogni fase della intera filiera gas, comprese le infrastrutture di approvvigionamento internazionale e transfrontaliere. Mantiene quindi il potere di influenzare in modo significativo i prezzi, la propensione all’ingresso sul mercato di nuovi operatori e lo svilupparsi di iniziative concorrenziali. Su queste criticità e sulle soluzioni auspicate per il loro superamento, abbiamo già indirizzato segnalazioni e proposte al Parlamento ed al Governo". Nei mercati al dettaglio va aumentato il potere contrattuale dei clienti finali. "Abbiamo svolto – ha detto Ortis – diverse ricognizioni nel mercato al dettaglio per l’energia elettrica ed il gas naturale, traendone la convinzione che, allo stato attuale, alcune fasce di consumatori/clienti non sono ancora in grado – mediamente – di usufruirne adeguatamente. Si tratta evidentemente dei consumatori più piccoli, comprese le famiglie: è perciò ancora necessario mantenere per loro un sistema, ancorché transitorio, di tutele".

PREZZI E TARIFFE.Elettricità: i prezzi all’ingrosso sono molto condizionati da quelli del gas e "il peso di quest’ultimo nella produzione totale di energia elettrica è fortemente aumentato nel corso di questi ultimi anni (dal 35% del 2002 al 50% del 2006)", di conseguenza "tutto ciò ha contribuito ad innalzare i costi per i produttori e la bolletta finale per l’utente". Nel primo semestre 2007 i prezzi sono diminuiti rispetto al corrispondente periodo del 2006. Sulle differenze con i paesi europei, che rimangono, incidono "gli obblighi imposti ai produttori in materia di fonti rinnovabili (certificati verdi) ed emission trading": si stima che pesino per circa 1 euro/MWh e siano destinati a crescere fino a oltre 5 euro/MWh. Gli oneri di sistema sulle bollette delle famiglie pesano per circa 5 miliardi di euro l’anno, il 13% del prezzo medio finale per le famiglie. L’Autorità rileva inoltre "l’anomalia italiana": "gli utenti italiani con i livelli di consumo più basso sostengono prezzi, al netto delle imposte, inferiori a quelli prevalenti in Europa mentre, con riferimento alle classi di consumo più elevate, i prezzi applicati in Italia si collocano al di sopra dei valori registrati nei principali Paesi europei. Le imprese italiane pagano prezzi, al netto delle imposte, inferiori rispetto alle imprese tedesche per le tipologie con consumi più bassi e in linea o leggermente più alti per i consumi più elevati".

QUALITA’ E TUTELE.Si sono ridotte le interruzioni elettriche senza preavviso sia per numero medio che per durata complessiva. C’è una crescita della porzione di rete ispezionata nel servizio di distribuzione gas e sono aumentati i controlli effettuati sulla odorizzazione: nel 2006 sono stati oltre 34 mila. Nel periodo compreso fra il 1 aprile 2006 e il 31 marzo 2007 sono state effettuate 123 verifiche ispettive. Per l’apertura del mercato elettrico, sono state introdotte misure di tutela per i consumatori che comprendono la trasparenza delle bollette elettriche, Codici di condotta commerciale e schede di confronto, disciplina del diritto di recesso, procedure di conciliazione, nuove disposizioni per i call center e l’attivazione, a cura dell’Acquirente Unico, di un call center per i cittadini interessati al mercato liberalizzato

ENERGIA. Prima del 2008 pronta la Carta europea dei diritti dei consumatori di gas e luce

Comments are closed.