ENERGIA. Paganetto (ENEA): “Maggiore efficienza energetica per edifici pubblici contro la crisi”

"Il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici è uno degli interventi utili a rilanciare l’economia e l’occupazione, attraverso la creazione di una vera e propria filiera, basata sulle nuove tecnologie e sull’utilizzo delle fonti rinnovabili". E’ quanto ha dichiarato il presidente dell’ENEA, prof. Luigi Paganetto, in apertura dell’incontro "Crisi economica e intervento pubblico: il caso degli investimenti in efficienza energetica", che si è tenuto oggi a Roma.

"ENEA, nel suo ruolo di Agenzia per l’Efficienza Energetica – ha continuato Paganetto – intende offrire alla Pubblica Amministrazione le competenze e gli strumenti per ridurre i consumi e i costi della bolletta energetica e, allo stesso tempo, incoraggiare un nuovo modo di concepire il patrimonio edilizio dello Stato, restituendo slancio alle imprese che operano nel settore delle costruzioni".

"Per raggiungere questo obiettivo – conclude Paganetto – occorre rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato, tra ricerca e industria, dando vita a partnership strategiche che operino nel medio e nel lungo periodo".

L’ENEA ha condotto uno studio sui possibili interventi da fare per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico. L’analisi ha individuato nei settori scolastico e direzionale della Pubblica Amministrazione una prima occasione per realizzare interventi tecnologici di riqualificazione energetica. Lo studio ha valutato i costi e gli effetti economici a partire da un parco edilizio stimato di 43200 scuole e 13.580 uffici.

I consumi attuali e la relativa "bolletta energetica" del campione selezionato sono stati stimati sui 15 milioni di MWh termici/anno e 6 milioni di MWh elettrici/anno per un costo di 1,8 Miliardi di €/anno. Gli effetti degli interventi sui costi energetici a regime produrrebbero: riduzione del 20% di energia primaria con una riduzione della bolletta energetica di 420 Milioni di €/anno (23% di risparmio).

A fronte di un investimento di 8,2 miliardi di euro si stimano in media i seguenti effetti: produzione attivata per circa 20 miliardi di euro, creazione di valore aggiunto pari circa 15 miliardi di euro, incremento complessivo del PIL dell’ordine dello 0,6%.

 

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