ENERGIA. Petrolieri: “Applicazione Protocollo Kyoto comporta rischio aumento bollette”

L’applicazione delle misure previste dalla seconda fase del Protocollo di Kyoto rischia di avere effetti pesanti su bollette elettriche e benzina. A fare i conti é l’Unione Petrolifera che calcola una potenziale ricaduta nell’ ordine del +2% sull’elettricità e di +2,5 centesimi di euro al litro per i carburanti. UP, si legge in una nota, "ritiene che nella definizione del Piano nazionale di allocazione, relativo alla seconda fase di applicazione della direttiva emission trading (2008-2012), dovrebbero essere tenute in seria considerazione le ricadute negative per il sistema industriale italiano nel suo complesso, derivanti da nuovi e ulteriori tagli delle quote di emissioni di CO2 quali sembrano emergere dalle anticipazioni circolate in questi giorni".

Per i petrolieri "lo spazio di riduzione delle emissioni del nostro sistema industriale è praticamente nullo, tenuto conto dell’elevata efficienza energetica già raggiunta e confrontata con quella degli altri Paesi europei". "L’unico modo per rispettare impegni già in partenza gravosi – prosegue UP – sarebbe quello di ridurre la produzione con effetti negativi su occupazione e crescita, o in alternativa di trasferire al consumo gli extra-costi che una applicazione troppo restrittiva della direttiva comporterebbe, con una ulteriore perdita di competitività del nostro sistema economico".

Per quanto riguarda in particolare il sistema energetico, che risulterebbe essere il più penalizzato, "l’impatto medio sulle tariffe elettriche – calcola UP – sarebbe dell’ordine del 2 per cento mentre sui carburanti il maggior costo si aggirerebbe intorno ai 2,5 centesimi di euro al litro, con effetti per il sistema Paese e per i consumatori assai pesanti e non certo desiderabili". Up conclude auspicando che "sia posta in atto una forte azione governativa per la ridefinizione in sede comunitaria degli impegni assunti dal nostro Paese per la riduzione delle emissioni di CO2, troppo pesanti rispetto a quelli degli altri Paesi europei beneficiati da allocazioni in eccesso, per un effettivo riequilibrio degli oneri relativi".

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