ENERGIA. Petrolio, UP: record, nel 2008 fattura energia da 65 mld

Il caro petrolio avrà un impatto pesante sulla fattura petrolifera del 2008: tra i 39 e i 44 miliardi di euro, oltre 13 miliardi in più rispetto al 2007. E’ quanto ha dichiarato il presidente dell’Unione Petrolifera (UP), Pasquale De Vita, in occasione dell’assemblea annuale dei petrolieri che si è tenuta oggi a Roma. Il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola ha inviato all’assemblea un video messaggio nel quale ha reso noto che "questo pomeriggio esaminerà misure per accelerare la liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti".

"Se le tendenze di prezzo e di cambio – ha spiegato De Vita – dovessero confermarsi per l’anno in corso, la fattura petrolifera potrebbe oscillare tra i 39 e i 44 miliardi di euro. Grazie all’euro risparmieremo comunque circa 4,5 miliardi di euro e la fattura energetica potrebbe di conseguenza attestarsi intorno ai 65 miliardi".

Secondo la relazione annuale di UP nel 2007 i consumi di energia degli italiani sono scesi a 194,4 milioni di TEP (-0,9%), in particolare quelli petroliferi sono calati del 3,1%. Il petrolio rappresenta comunque ancora il 43% dei consumi totali rispetto al 49% del 2000. I prezzi industriali dei carburanti, ovvero quelli al netto delle tasse, sono stati "in linea, se non più virtuosi con gli analoghi andamenti sui mercati internazionali": mentre in Italia l’aumento è stato di o,244 euru/litro sul mercato internazionale si è avuto un incremento di 0,283 (+o,o39 euro/litro).

Utili netti in calo del 55% e crescita degli investimenti del 60%. Questa la situazione del settore petrolifero italiano nel periodo 2005-2007. "In queste condizioni – ha commentato De Vita – é difficile pensare di festeggiare a champagne". Il settore petrolifero è "demonizzato, considerato la causa di tutti i mali", ha continuato De Vita. "Non so se quello che si sta predisponendo potrà influenzare i programmi futuri degli operatori. A cominciare – dice il presidente dei petrolieri nel corso dell’assemblea annuale dell’Up – dagli investimenti, previsti in 6,1 miliardi nel triennio 2008-2011".

"La ristrutturazione e la liberalizzazione della rete – ha detto il ministro Scajola nel video messaggio – di distribuzione dei carburanti è un risultato non raggiunto. Bisogna iniziare a sbloccare lo sfruttamento degli idrocarburi anche su territorio nazionale, superando tutte le situazioni di stallo legate a iter autorizzativi e opposizioni locali".

"La previsione di un impiego più massiccio del biocarburante – ha detto intervenendo all’assemblea il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo – ci appare raggiungibile soltanto nel momento in cui si avverino alcune condizioni: che sia sostenibile, che riduca effettivamente le emissioni e che sia prodotto in maniera socialmente corretta".

"Se l’attuale biocarburante non soddisfa i livelli di riduzione di impatto ambientale previsti – ha concluso Prestigiacomo – è forse meglio attendere lo sviluppo della seconda generazione, quella che si basa sulla lavorazione degli scarti cellulosici. Al contrario una "corsa" alla produzione e all’incentivazione del bioetanolo e degli altri carburanti ottenuti attraverso i cereali rischia di alterare il tipo di utilizzo dei suoli e delle coltivazioni. Con pesantissime ricadute sull’economia alimentare e sulla possibilità di nutrire le popolazioni dei paesi più poveri".

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