ENERGIA. Petrolio: per gli italiani occorre incentivare alternative. Lo rileva Coldiretti

Ben il 59 per cento degli italiani ritiene che la nuova sfida energetica debba essere affrontata a livello comunitario, piuttosto che nazionale, e che per ridurre i costi occorra intervenire soprattutto con incentivi fiscali (45 per cento) e con una maggiore informazione sulle possibilità di risparmio (33 per cento). E’ quanto afferma Coldiretti sulla base delle elaborazioni effettuate sui dati Eurobarometro relativi alle aspettative dei cittadini nei confronti del problema energetico.

La strada da privilegiare per ridurre la dipendenza energetica dall’estero secondo l’indagine è – sottolineano i coltivatori – quella della ricerca di fonti nuove alternative come l’idrogeno e il sole (41 per cento), seguita dallo sviluppo dell’energia eolica (15 per cento) e dal nucleare (13 per cento). Per far fronte alle crisi e ridurre l’inquinamento ambientale il 46 per cento degli italiani si dice disposto a ridurre il consumo energetico piuttosto che pagare di più come dimostra il fatto che se il costo del carburante raggiungesse i due euro, il 60 per cento degli italiani ha dichiarato che userebbe meno la macchina utilizzando di più il trasporto pubblico. Il fatto che la maggioranza degli italiani è disponibile a contenere il consumo energetico, ma chiede di sviluppare fonti alternative come il solare e di ricercare nuove energie, dimostra la necessità – prosegue Coldiretti – di percorrere con decisione la strada dello sviluppo delle fonti alternative e rinnovabili che permettono di valorizzare al meglio le opportunità naturali di cui l’Italia dispone come il sole, le coltivazioni agricole e le biomasse.

Gli aumenti record del prezzo del petrolio – sottolinea Coldiretti – sono causa di una crescita di costi per le imprese e per i consumatori che vanno affrontati con interventi strutturali per individuare fonti di energia alternative e rinnovabili che consentano di uscire da situazioni di crisi ormai ricorrenti. Dalla luce, dalle coltivazioni di cereali e oleaginose e con il riciclaggio dei prodotti naturali è possibile produrre energia rinnovabile in grado di generare un circolo virtuoso che concilia il rispetto dell’uso corretto e non intensivo delle risorse ambientali con l’esigenza di ridurre l’inquinamento atmosferico. Potenziando le coltivazioni dedicate alla produzione di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo), utilizzando residui agricoli, forestali e dell’allevamento e installando pannelli solari nella aziende agricole – conclude l’associazione di categoria – è possibile arrivare a coprire entro il 2010 fino al 13 per cento del fabbisogno energetico nazionale, risparmiare oltre 12 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti e ridurre le emissioni di anidride carbonica di origine fossile di 30 milioni di tonnellate.

 

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