ENERGIA. Prof. Clò: “L’Italia deve uscire dal caos programmatico sulla politica ambientale”

"L’Italia deve uscire dalla situazione di caos programmatico sulla politica ambientale, quindi il governo italiano deve decidere: o dà seguito alla politica energetica europea, accettando il pacchetto 20-20-20 approvato dal Consiglio Ue a marzo 2007, oppure non lo fa". Lo ha detto l’ex ministro dell’Industria, il prof. Alberto Clò, nell’ambito di una conferenza stampa, svoltasi oggi a Roma, in cui è stato presentato lo studio di Ricerche Industriali Energetiche, dal titolo "La politica energetica europea: l’impatto sull’industria italiana del petrolio, vincoli ed opportunità per la sfida al clima, biofuels e nuovi prodotti".

Il prof. Clò ha ribadito che "parlando dell’ambiente non si possono fare discorsi moralmente buoni o cattivi o politicamente giusti o sbagliati, ma si deve essere consapevoli o no". Alberto Clò ha detto questo riferendosi al fatto che per Bruxelles "il pacchetto sul clima è stato un atto di fede". "Allora noi chiedemmo all’Europa 3 cose: volevamo sapere qual’era il quadro programmatico del decennio visto che 10 anni sono troppo pochi per correggere in modo consistente le abitudini energetiche dei paesi. Come seconda cosa ci chiedevamo quale fosse l’impatto del pacchetto clima sull’industria petrolifera e, per ultimo, quali fossero i costi".

"La conclusione a cui siamo arrivati – spiega Clò – è quella della grande difficoltà tecnica e dell’insostenibilità economica del Pacchetto europeo". Secondo il prof. Clò per raggiungere gli obiettivi comunitari, si dovrebbe concentrare la massa degli investimenti nel quinquennio prossimo. Inoltre, mentre lo slogan del Governo italiano era, fino a qualche tempo fa, "investire sul metano", dallo studio emerge che da qui al 2020 i consumi di metano restano stabili. Complessivamente – si legge nella ricerca – l’implementazione delle misure previste dalla politica energetica europea costerebbe al settore petrolifero (raffinazione e distribuzione) 1,2 miliardi di euro all’anno. Per il sistema Italia il costo aggiuntivo di produzione dei biocarburanti rispetto ai combustibili tradizionali è stimato raggiungere al 2020 1,1 miliardi di euro all’anno. A questi si aggiungono i costi per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, in linea con gli obiettivi comunitari, e per l’efficienza energetica, per un totale di 16-20 miliardi di euro annui di costi complessivi, da qui al 2020.

"Già oggi – si legge ancora nella ricerca – l’industria petrolifera è fortemente impegnata nella difesa dell’ambiente e nello sviluppo delle fonti rinnovabili destinando a queste finalità il 40% degli investimenti effettuati nell’ultimo decennio. Per questo si auspica che il Governo possa garantire il giusto clima di fiducia per gli investimenti futuri che, in questo particolare momento economico, appaiono quanto mai necessari".

 

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