ENERGIA. Punti critici del DL, intervista a Pieraldo Isolani (Adiconsum)

Termovalorizzatori, borsa mercato del gas, tetti antitrust e certificazione energetica edifici. Ecco i punti critici secondo Adiconsum dell’Atto Senato n. 1195 relativo al Disegno di Legge Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia, di prossima discussione presso la X Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato. del Disegno di Legge Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia, di prossima discussione presso la X Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato. L’associazione dei consumatori ha predisposto alcuni emendamenti al provvedimento in questione. Abbiamo fatto il punto con il Responsabile Settore Energia e Ambiente, Pieraldo Isolani.

Quali sono le criticità del disegno di legge?

I punti critici sono diversi. Noi come consumatori dobbiamo puntare ad avere un mercato dell’energia più competitivo dell’attuale dove ci sia maggiore concorrenza. Per arrivare a questo sono necessarie due condizioni: che l’offerta sia leggermente superiore alla domanda e che ci siano più operatori che vendono l’energia.Purtroppo ho rilevato che taluni contenuti del provvedimento in materia di energia, contrastano in modo stridente con gli interessi dei consumatori e rischiano di aggravare il peso della bolletta energetica pagata dalle famiglie.

Entriamo nello specifico. Può parlarci della Borsa mercato del gas?

Quando parliamo della borsa del mercato del gas la prospettiva è positiva bisogna solo farla entrare in funzione in modo graduale. Sebbene sia condivisibile l’obiettivo di rendere coerente il modello di mercato del gas con quello già attualmente in vigore nel settore elettrico, attraverso l’attribuzione ad un soggetto terzo della gestione del mercato all’ingrosso (Borsa del Gas) e la fornitura dei clienti domestici assegnata all’Acquirente Unico, non è possibile procedere verso questo nuovo assetto senza attribuire al Governo gli strumenti per realizzare preliminarmente le condizioni di una effettiva concorrenza in tale settore. Infatti, a differenza del settore elettrico ove ormai esiste un eccesso di offerta ed una pluralità di produttori, nel settore del gas naturale non esiste ancora un’effettiva concorrenza, tale da dispiegare i suoi effetti nel mercato all’ingrosso. Nel gas il mercato è caratterizzato da un’offerta scarsa e controllata dall’ENI per più del 70%. Si corre quindi il rischio che il prezzo venga fissato sempre dall’ENI ed anche l’Acquirente Unico si limiti di fatto a rifornirsi dall’ENI con nessuna possibilità negoziale. Il risultato sarebbe che l’AU acquisterebbe il gas non a prezzi di mercato e quindi superiori rispetto a quelli oggi determinati dall’Autorità per l’energia. Per scongiurare questo scenario per le famiglie, occorre introdurre un chiaro potere al Ministro competente di assumere misure idonee a rendere il mercato più competitivo e di dettare conseguentemente i tempi della riforma.

In tema di termovalorizzatori e fotovoltaico cosa cambierste nel disegno di legge ?

L’attuale meccanismo di incentivazione degli impianti fotovoltaici va profondamente modificato, al fine di minimizzare l’impatto economico sui consumatori finali, pur nel rispetto del perseguimento degli obiettivi fissati, In particolare è necessario prevedere l’incentivo soltanto per gli impianti destinati a coprire l’autoconsumo delle piccole imprese e dei clienti domestici, con impianti integrati negli edifici ed escludendo comunque l’installazione a terra. Inoltre bisogna ridimensionare l’entità dell’incentivazione in modo da coprire solo i costi dell’investimento, senza produrre inutili rendite. Per quel che riguarda i termovalorizzatori Adiconsum è favorevole all’estensione degli incentivi Cip-6 anche a quest’ultimi, laddove siano limitati alla frazione biodegradabile dei rifiuti inceneriti, che sarebbero altrimenti destinati a finire in discarica. E’ invece contraria all’estensione degli incentivi anche alla quota non biodegradabile – o potenzialmente riciclabile -del rifiuto, in quanto si produrrebbe l’effetto di renderebbe più conveniente bruciare i rifiuti rispetto a provvedere alla raccolta differenziata ed al riciclaggio.

E per quel che riguarda i tetti Antitrust?

Il decreto legislativo n. 164/2000 ha previsto, tra le altre misure, l’imposizione di tetti massimi per l’approvvigionamento (produzione e importazioni) sul mercato del gas naturale da parte di un singolo operatore fino al 2010, con l’obiettivo di consentire l’ingresso sul mercato di soggetti diversi da Eni. Tuttavia, il controllo che Eni esercita sul mercato è rimasto inalterato sull’intera filiera del gas, tanto è vero che anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha chiesto di prolungare la scadenza del tetto.Appare, dunque, necessario estendere il limite citato almeno fino al 31 dicembre 2015.

In conclusione, come vi state muovendo?

Abbiamo inviato questi emendamenti inviato ai Ministri competenti ed ai Parlamentari della x Commissione Industria Commercio e Turismo del Senato ed ai membri della X Commissione Attività Produttive della Camera. Inoltre abbiamo invitato anche tutte le altre associazioni dei consumatori che condividono questa posizione ad impegnarsi perché convincano deputati e senatori a cambiare il testo di legge.

Di Laura Muzzi

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