ENERGIA. Quando i Comuni diventano verdi

C’è un’Italia "rinnovabile" che sa usare sole, vento, acqua, geotermia e biomasse per creare energia verde e pulita. E la direzione assunta da questi anni è quella di un aumento complessivo dei Comuni che si sono rivolti agli impianti rinnovabili o a mix di fonti di energia diversificate. "Attraverso nuovi impianti solari, eolici, geotermici, idroelettrici, da biomasse già oggi sono centinaia i Comuni in Italia che producono più energia elettrica di quanta ne consumino". È quanto rileva Legambiente che ha presentato oggi il rapporto Comuni Rinnovabili 2010, realizzato in collaborazione con il GSE e con Sorgenia.

"Sono straordinari i risultati che in 15 Comuni si stanno già realizzando attraverso le fonti energetiche pulite. Questi Comuni, al 100% rinnovabili per i fabbisogni sia elettrici che termici delle famiglie, rappresentano in Italia e a livello internazionale, il miglior esempio di innovazione energetica e ambientale – afferma Legambiente – In queste realtà sono impianti a biomasse allacciati a reti di teleriscaldamento e solari termici a soddisfare i fabbisogni di riscaldamento e acqua calda, ed è un mix di impianti rinnovabili a permettere di soddisfare e superare, anche ampiamente, i fabbisogni elettrici dei cittadini residenti".

Il premio 2010 va al piccolo comune di Sluderno (Bz), poco più di 1800 abitanti, che "fonda il suo successo su un intelligente mix di diversi impianti diffusi nel territorio: 960 mq di pannelli solari termici e 512 kW di pannelli solari fotovoltaici diffusi sui tetti di case e aziende, più 4 micro impianti idroelettrici con una potenza complessiva di 232 kW. E un impianto eolico da 1,2 MW, realizzato in "comproprietà" con 3 Comuni vicini". Sono stati premiati anche Comuni dove gli investimenti hanno permesso di superare gli stessi obiettivi energetici e ambientali: segnalati così il Comune di Tocco da Casauria (Pe), dove sono in funzione quattro pale eoliche che complessivamente (con 3,2 MW) permettono di produrre più energia elettrica di quella necessaria alle famiglie residenti e nel quale le royalties dell’eolico hanno permesso di acquistare il Castello locale e di progettarne la realizzazione; il Comune di Maiolati Spontini (An), di circa 5.700 abitanti, che grazie ad un mix energetico fatto di pannelli solari fotovoltaici (135 kW), di un impianto mini idroelettrico (400 kW) e soprattutto di un impianto a biogas da discarica entra di diritto nella categoria "100% elettrici".

Altri numeri rendono l’idea dello sviluppo delle rinnovabili: sono 6.993 i Comuni italiani dove è installato almeno un impianto di produzione energetica da fonti rinnovabili. Erano 5.580 lo scorso anno, 3.190 nel 2008. Le fonti pulite oggi sono presenti nell’86% dei Comuni. E per quanto riguarda la diffusione, sono 6.801 i Comuni del solare, 297 quelli dell’eolico, 799 quelli del mini idroelettrico e 181 quelli della geotermia. Le biomasse si trovano invece in 788 municipi dei quali 286 utilizzano biomasse di origine organica animale o vegetale.

"Nel 2009 la crescita delle fonti rinnovabili è stata fortissima (+13% di produzione), e dimostra quanto oggi queste tecnologie siano affidabili e competitive – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale di Legambiente – Siamo preoccupati di fronte all’assordante silenzio che ci sta accompagnando alla scadenza del prossimo giugno, quando l’Italia dovrà comunicare all’UE il piano nazionale per rientrare nell’obiettivo al 2020 del 17% di rinnovabili". Per il responsabile energia di Legambiente Edoardo Zanchini, "i Comuni rinnovabili sono un perfetto esempio della direzione verso cui si deve guardare per ragionare di energia in Italia. Ovvero, bisogna partire dal territorio per comprendere la domanda di energia e fornire la risposta più adatta, pulita e efficiente. Ma per dare forza a questa prospettiva occorre dare finalmente certezze al settore, assumendo gli obiettivi UE al 2020 come scenario di riferimento delle politiche, in modo da stabilire regole e condizioni utili a innescare un ciclo virtuoso".

Fra gli interventi considerati urgenti dall’associazione, ci sono la semplificazione delle procedure per i progetti, uno scenario certo per gli incentivi, investimenti sulla rete energetica, la promozione dell’innovazione energetica degli edifici e un mercato che premi l’efficienza e la concorrenza nell’offerta.

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