ENERGIA. Rapporto AIE: Italia ancora vulnerabile. Federconsumatori: ecco i nodi sul nucleare

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) si congratula con l’Italia per i progressi compiuti in materia energetica ma sottolinea che rimangono sfide a lungo termine. Il rapporto "Le politiche energetiche dei paesi AIE-Italia 2009 review" sottolinea che il settore energetico del paese ha bisogno di una visione integrata a lungo termine che si traduca in effettivi sviluppi: questo infatti rimane vulnerabile in diversi aspetti, come l’elevata dipendenza dalle importazioni di energia elettrica e i lunghi ritardi nello sviluppo delle infrastrutture. A metà 2009, sottolinea l’AIE, "il legislatore ha introdotto una nuova legge globale, che faciliterà l’emerge di una politica energetica a lungo termine robusta". Ha commentato Nobuo Tanaka, direttore esecutivo dell’AIE: "Il governo deve rispondere a questa opportunità ed elaborare, con tutte le parti interessate, una strategia globale per lo sviluppo del settore nel lungo periodo". L’Italia dunque ha fatto progressi ma è ancora vulnerabile.

Sulla presentazione del Rapporto AIE è intervenuta Federconsumatori. "Nella sua amplia panoramica su ciò che l’Italia ha realizzato, Tanaka ha richiamato considerevoli passi avanti rispetto al precedente rapporto riferito al 2003, ma non ha potuto però evitare di adottare per la propria presentazione sul nucleare il titolo "Un futuro nucleare per l’Italia?" – afferma l’associazione – In particolare ha posto l’accento su tre questioni da risolvere per poter avere successo nella politica della produzione di elettricità dal nucleare: costi competitivi con quelli internazionali per abbassare il prezzo dell’elettricità; accettazione pubblica dell’impianto; procedure autorizzative complete e in tempi certi".

"Federconsumatori non può che sottolineare la coerenza delle proprie posizioni con quanto illustrato da Tanaka", afferma l’associazione, che ricorda come la legge delega abbia sottratto alle Regioni e agli Enti locali il potere decisionale sul nucleare, "eliminando cosi uno strumento di partecipazione dei cittadini".

"Nel merito dei costi – prosegue Federconsumatori – è da notare che eventuali bassi costi di produzione non sono trasferibili automaticamente in minor prezzo per i cittadini come dimostra l’andamento del prezzo dell’elettricità dopo l’introduzione delle più efficienti centrali a gas. Peraltro i costi di produzione di una centrale nucleare non sono determinabili in fase di progetto come dimostrano l’esempio delle centrali a tecnologia EPR- AREVA ( la stessa adottata per l’Italia da Enel), di Flamanville in Francia e Olkiluoto in Finlandia che hanno visto crescere il costo di costruzione della centrale di circa il 40 % rispetto a quello iniziale pur non essendo ancora completato l’impianto". E non è risolta, sottolinea Federconsumatori, la questione sicurezza. L’associazione dunque "ritiene grave che intorno a queste problematiche non vi sia un chiaro impegno del Governo per un confronto diretto con i cittadini e le loro associazioni, mentre si privilegiano gli interessi di costruttori , imprese elettriche e manifatturiere".

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