ENERGIA. Rapporto GSE, Bollino: “Pronti a essere protagonisti al servizio del piano del nucleare”

"Le fonti rinnovabili hanno un ruolo importante ma che non cresce. L’andamento delle fonti rinnovabili ha infatti una crescita che non tiene il passo col resto del Paese": è quanto ha detto oggi Carlo Andrea Bollino, presidente del Gestore Servizi Elettrici, aprendo la conferenza di presentazione del Rapporto 2007 del GSE. Bollino si è soffermato sul mix energetico italiano, nel quale è assente l’energia nucleare, per dichiarare la disponibilità del GSE a partecipare al piano nucleare del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. "Nel mix italiano – ha detto Bollino – è assente il nucleare e questo crea problemi alla competitività dell’intero sistema produttivo del nostro Paese. Per il futuro siamo pronti a essere protagonisti del ruolo di Agenzia al servizio del piano del nucleare".

Sul versante della promozione del fotovoltaico attraverso l’incentivazione in "conto energia", i numeri evidenziano una crescita: al 31 dicembre 2007 gli impianti erano circa seimila mentre al primo luglio 2008 – ha evidenziato Nando Pasquali, amministratore delegato GSE – si contavano 12.348 impianti per una potenza di oltre 133 MegaWatt.

Nel 2007 il mercato delle energie rinnovabili registra un grande fermento e assume un peso crescente nella trasformazione industriale di diversi Paesi, comprese le economie emergenti. In Europa la leadership è detenuta dalla Germania. Il Rapporto 2007 GSE evidenzia in apertura la dinamica internazionale ed europea del mercato delle energie rinnovabili. "Gli investimenti mondiali raggiungono nell’anno 2007 i 71 miliardi di dollari con un aumento del 30% rispetto al 2006 – si legge in apertura del Rapporto – Le tecnologie trainanti sono state proprio quelle relative agli impianti per la produzione di energia elettrica, con grande peso dell’energia eolico (47% degli investimento mondiali realizzati nel 2007) e solare fotovoltaica (30%)".

Le nuove tecnologie rinnovabili assumono un ruolo crescente negli investimenti non solo nei paesi industrializzati ma anche nelle economie emergenti: tassi di investimento molto elevati per la realizzazione di impianti rinnovabili si registrano anche in Cina, India e Brasile e non solo per gli investimenti delle imprese europee. "Uno stimolo decisivo – si legge nel Rapporto – agli investimenti in rinnovabili nei diversi Paesi è, infatti, derivato dalla riduzione dei costi e dalla crescente competitività delle tecnologie rinnovabili rispetto a quelle convenzionali".

In Europa il Paese leader continua a essere la Germania: nel 2006 da sola ha investito 14 miliardi di dollari in tecnologie rinnovabili, pari al 20% degli investimenti mondiali, seguita dalla Spagna con 8 miliardi di dollari, mentre il resto dell’Unione raggiunge complessivamente i 9 miliardi di dollari. Nell’Unione europea è installato il 15% della capacità mondiale rinnovabile e il 36% delle nuove rinnovabili (quelle che escludono il grande idroelettrico).

In Italia il parco di generazione rinnovabile nel 2006 raggiunge i 21 GW, di cui 7 nelle nuove rinnovabili, si legge in apertura del Rapporto: "Buone performance di crescita ha registrato la tecnologia eolica on shore la cui potenza è cresciuta di 270 MW dal 2005 al 2006 e di 742 MW dal 2006 al 2007". Ma l’Italia sconta barriere amministrative, strutturali, sociali e finanziarie. Secondo l’analisi del GSE, l’Italia presenta criticità "aggravate dalla mancanza di una visione condivisa e di una strategia coordinata tra governo centrale e enti locali, rivolta allo sviluppo delle rinnovabili. Innanzitutto andrebbero rimosse le barriere oggettive – derivanti dall’assenza di criteri autorizzativi certi e di chiare procedure per la realizzazione delle opere o dall’indisponibilità delle reti. In secondo luogo è necessario stabilire un rapporto migliore, anche attraverso una più attenta diffusione dell’informazione, con i cittadini e il territorio al fine di realizzare il corretto legame tra chi paga per l’acquisto dell’energia elettrica prodotta (il cittadino-consumatore) e le imprese".

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