ENERGIA. Rapporto RIE: l’atteggiamento degli italiani verso il mercato libero è ancora passivo

Le famiglie italiane mostrano un atteggiamento ancora passivo verso il libero mercato del settore elettrico e del gas: i tassi di cambio del fornitore crescono ma con lentezza e su un percorso lungo e non privo di ostacoli. L’Italia si è allineata ad altri importanti Paesi europei come Francia e Germania, ma a 4 anni dalla completa liberalizzazione del mercato elettrico e ad 8 da quella del gas, la metà degli italiani non conosce le offerte sul gas e di poco superiore risulta la conoscenza sulle offerte elettriche.

E’ quanto emerge dalla quarta indagine dell’osservatorio RIE sul "Comportamento dei consumatori domestici nel mercato liberalizzato dell’elettricità e del gas in Italia", presentata oggi a Roma. Oltre il 95% degli intervistati non è in grado di comunicare una stima del proprio consumo annuale e c’è una scarsa propensione ad approfondire le offerte autonomamente: ci si fida (circa il 70%) del venditore o del messaggio pubblicitario ricevuto. I consumatori italiani non sono neanche informati circa le opportunità del mercato e gli strumenti a disposizione: il 95% degli intervistati dichiara di non conoscere l’esistenza del prezzo del gas regolato stabilito dall’Autorità per l’Energia; nell’elettricità la percentuale è "solo" del 61%. Soltanto una minima parte (tra il 2% e l’8%) conosce e utilizza strumenti quali lo "Sportello del Consumatore" o il "Trova Offerte" e "Atlante dei Consumatori".

Accanto ad un consumatore "ignaro" c’è, invece, un panorama variegato di proposte commerciali. Rispetto al 2007 si registrano vantaggi, che sono rimasti stabili negli ultimi 2 anni, compresi in media tra i 15 e i 30 euro sia per l’elettricità che per il gas (corrispondenti a sconti di circa il 3-6% per l’elettricità e il 2-2,5% per il gas). Risparmi che comunque restano lontani dai bisogni della maggior parte delle famiglie.

Le offerte commerciali, però, oltre ad essere numerose sono abbastanza complesse: servirebbe una maggiore standardizzazione delle condizioni di offerta e un maggiore sviluppo di strumenti efficaci per affermare i diritti dei consumatori. Comunque la propensione al cambio del fornitore è in costante calo dal 2007: si è ridotta all’8% (dal 16%) per l’elettricità e al 6% (dal 16%) per il gas mostrando una riduzione dell’interesse verso il mercato. Forse il consumatore si ritiene soddisfatto o poco incentivato al cambiamento; di sicuro l’atteggiamento passivo costituisce un ostacolo allo sviluppo della concorrenza.

L’ing. Paolo Vigevano, amministratore della SpA pubblica Acquirente Unico (AU), ha sottolineato la necessità di un’ulteriormente promozione della chiarezza e della confrontabilità delle offerte, obiettivo per il quale un efficace strumento di orientamento e di supporto per il consumatore continua ad essere il prezzo di riferimento definito dall’AEEG sulla base dell’attività che AU svolge sul mercato all’ingrosso come aggregatore della domanda di consumo dei clienti domestici e delle PMI". "D’altra parte – ha aggiunto Vigevano – occorre prevenire il verificarsi di disguidi e di altri problemi che insorgono a seguito del cambio di fornitore e che rischiano, invece, di minare la nascente fiducia dei piccoli consumatori nei confronti dei meccanismi di mercato".

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