ENERGIA. Richiamo dell’Ue per 20 Stati membri su applicazione direttiva efficienza energetica

Venti Stati membri dell’Ue, tra cui l’Italia, non hanno ancora comunicato il recepimento della direttiva sui servizi energetici, che ha l’obiettivo di rafforzare e migliorare l’efficienza degli usi finali dell’energia. La direttiva istituisce un quadro nell’ambito del quale gli Stati membri possono creare un contesto imprenditoriale e un’infrastruttura favorevoli all’efficienza energetica in tutti i settori dell’economia. Si applica infatti alla costruzione, ai trasporti, all’agricoltura e all’industria. Essa pone inoltre le condizioni per lo sviluppo e la promozione di un mercato dei servizi energetici e per l’elaborazione di altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica esaminando il ruolo dei distributori di energia, il finanziamento del risparmio energetico, il ruolo esemplare del settore pubblico e l’importanza della disponibilità dell’informazione.

Nonostante una lettera di costituzione in mora sia stata inviata agli Stati membri interessati nel luglio 2008, questi non hanno ancora informato la Commissione del pieno recepimento della direttiva nella legislazione nazionale. La Commissione ha pertanto avviato la seconda fase del procedimento di infrazione nei confronti di Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Finlandia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Svezia e il Regno Unito.

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