ENERGIA. Ridurre i consumi di energia. Intervista a Paolo Landi

"Adiconsum condivide una serie di proposte che ci sono nel Rapporto dell’Enea, come il recupero del nucleare, del carbone pulito e gli investimenti sulle rinnovabili. Vorrei, però, porre l’accento su due questioni. Un primo aspetto riguarda la sfasatura tra quelli che sono i programmi e quelle che sono le realizzazioni. A parte i vincoli burocratici e delle normative, c’è, negli investimenti legati al settore energetico, anche un problema di consenso sociale, che è un aspetto molto rilevante".

Lo ha dichiarato Paolo Landi, Segretario Generale di Adiconsum, durante la presentazione del Rapporto Energia e Ambiente 2007 dell’Enea, che si è tenuta ieri a Roma. "Il problema del consenso sociale, a mio avviso, va affrontato non soltanto in termini culturali, ma anche in termini di convenienza economica. Se abbinassimo le due cose avremo molte minori resistenze rispetto a quelle che abbiamo oggi, che generano grossi ritardi". Help Consumatori ha voluto approfondire il tema e ha intervistato Paolo Landi.

Qual è il suo commento al Rapporto?

Ho trovato il Rapporto dell’Enea molto completo; è un documento che indica con estrema chiarezza quali sono le sfide che abbiamo di fronte e quali sono le strategie da seguire, anche in base ai vincoli internazionali. Tre sono gli aspetti per me importanti. Il primo è il peso della speculazione finanziaria che non può essere considerata marginale, come ad esempio fa il Governatore della Banca d’Italia, secondo cui questo aspetto incide per un quarto del reale. L’aspetto speculativo va considerato con criteri diversi dal passato, visto che chi doveva contrastare il fenomeno in passato, un soggetto su tutti è la Banca Centrale, non l’ha fatto. Io credo che il motivo sia il conflitto di interessi, che poi ha determinato un forte immobilismo; questi organismi traggono grandi profitti dalle commissioni e questo non va sottovalutato; anzi, questo fenomeno potrebbe spostarsi anche su altre materie, come già sta succedendo con i prodotti agricoli. Questo nulla toglie al fatto oggettivo che vi è una sfasatura tra un’elevata domanda e una limitata offerta. Lo prova il fatto che bastano pochi barili di petrolio per determinare un aumento dei prezzi di tutto il sistema. La mia proposta è quella di fare uno studio per individuare e contrastare questo fenomeno, coordinato da Governi e Banche Centrali.

Quali sono le vostre proposte?

C’è bisogno, in Italia, di un’accelerata sulle realizzazioni, che si distaccano molto dai programmi, affinché si possano recuperare i ritardi. Quindi riavvio del nucleare, investimenti sulla ricerca e sulle rinnovabili. La mia proposta è quella di studiare tanti meccanismi possibili di convenienza energetica per tutti quei siti che accettano i nuovi sistemi energetici, senza arenarsi su questa o quella guerra santa. Per quanto riguarda le rinnovabili, noi abbiamo inviato al Ministro Scajola un documento molto dettagliato, soprattutto per gli incentivi sul fotovoltaico. Una cosa è favorire gli incentivi e la ricerca, una cosa è trasformarlo in una nuova rendita che peserà sulle spalle dei consumatori. Siamo decisamente favorevoli ad appoggiare la ricerca sul fotovoltaico, ma qui si sta creando, a mio avviso, una situazione pericolosa. Sull’efficienza energetica noi siamo in completo accordo con l’Enea, e credo che per questo tema il ruolo delle associazioni dei consumatori debba essere valorizzato per l’importante azione che esse possono svolgere.

Qual è quindi il ruolo delle associazioni dei consumatori?

Prima di tutto le associazioni dei consumatori hanno un ruolo di informazione delle famiglie in merito a quello che può essere il risparmio conseguente ad una maggiore efficienza energetica; in secondo luogo le associazioni, in quanto organismi terzi tra i governi e le imprese, svolgono attività di sensibilizzazione, di assistenza e consulenza su quelli che possono essere i consigli e gli interventi, sugli stili di vita, in termini concreti. Credo che questo tipo di informazione, con l’apporto di strutture specializzate, come è appunto l’Enea, abbia una credibilità ben diversa da quella che forniscono le imprese; anche perché spesso e volentieri le imprese valorizzano quello che conviene e sottacciono quello che non conviene. Faccio un esempio: si da molta enfasi alla lampadina a risparmio energetico, che ha comunque un consumo limitato, mentre si tace su tutti gli elettrodomestici. Noi riteniamo che le associazioni possono essere specializzate in questo tipo di informazione ed essere presenti sul territorio al servizio dei cittadini. La proposta che facciamo al Ministro Scajola, per il futuro prossimo, è quella di utilizzare le multe dell’antitrust per finanziare i programmi di informazione sul tema dell’efficienza e del risparmio energetico e per dare continuità agli incentivi per gli acquisti di tutti quegli elettrodomestici che riducono il consumo di energia, senza ridurre i confort. Importante è la verifica delle certificazioni di tutti gli elettrodomestici che arrivano nel nostro Paese. Molte di queste attestazioni sono soltanto sulla carta e poiché in Italia non c’è un adeguato controllo, come negli altri Paesi, vengono dirottati molti prodotti a scarsa efficienza energetica.

a cura di Antonella Giordano

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