ENERGIA. Riforma carburanti, Gestori pronti allo sciopero nazionale

Continua il botta e risposta tra Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega all’energia, ed alcuni gestori dei distributori carburanti, in merito al testo di riforma della rete carburanti, inserito nella manovra. In una nota congiunta del Coordinamento Nazionale Unitario di Faib Confesercenti e Fegica Cisl si legge: "Chiunque, esponenti del Governo o altri, afferma che sul testo riguardante la rete carburanti inserito nottetempo nella manovra finanziaria ci fosse l’accordo dei Gestori, mente sapendo mentire, dimostrando tutta la sua malafede".

Il Governo ha palesato, per l’ennesima volta, tutte le sue contraddizioni, stracciando da tre anni a questa parte, ogni tipo di impegno assunto ai più alti livelli -Berlusconi, Letta, Scajola, Romani- con la categoria che chiedeva e chiede la rimozione di vincoli posti alla competizione ed alla libera concorrenza. Nel decreto non c’è alcuna riforma e, soprattutto, non c’è traccia di quella riforma promossa da Faib e Fegica e sostenuta da Cisl, Confesercenti, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Federconsumatori, dalle firme di oltre 570.000 cittadini e da 100 parlamentari, di tutti i gruppi, che hanno depositato il progetto di legge alla Camera ed al Senato, dove per altro era già stata avviato l’esame di merito. Niente mercato all’ingrosso equo e trasparente. Niente estensione ai carburanti delle competenze dell’Autorità per l’energia, del Gestore del Mercato Elettrico e dell’Acquirente Unico che tanti benefici hanno già saputo portare ai consumatori in altri comparti energetici. Niente "separazione delle reti" per impedire il controllo assoluto dei petrolieri sui carburanti "dalla culla alla tomba". Niente rimozione del vincolo di fornitura in esclusiva imposto ai gestori a tutto vantaggio delle aziende petrolifere, che impedisce loro di praticare sui loro impianti gli stessi prezzi bassi dei "no logo".

"Al posto della riforma, una serie di piccoli interventi di basso profilo, ma capaci di rafforzare la posizione dominante ed il rigido controllo dei petrolieri sul mercato, la rete distributiva e i prezzi. Non solo un torto ai gestori, quindi, ma uno schiaffo alle centinaia di migliaia di cittadini mobilitati, oltreché all’istituto del Parlamento, al quale Faib e Fegica -continua il comunicato- ora si rivolgono perché sappia, nella sua autonomia, correggere il decreto ed inserire gli elementi di vera riforma del settore capace di "aprire il mercato" e consentire all’abbattimento dei prezzi dei carburanti su tutta la rete. La categoria – conclude il comunicato – è mobilitata a sostegno del Parlamento. Ma è chiaro che laddove il Governo dovesse invasivamente impedire, ancora una volta a difesa strenua dei lucrosi interessi e delle rendite di posizione delle compagnie petrolifere, alla dinamica parlamentare di introdurre i principi ispiratori del progetto di legge "Libera la benzina!", i Gestori sarebbero pronti a rispondere con ogni strumento a loro disposizione, ivi compreso l’immediata chiusura degli impianti.

 

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