ENERGIA. Rinnovabili, Casa del Consumatore: “No a rendite, sì a riordino incentivi”

Il decreto sulle rinnovabili sta creando non poche polemiche. Al Ministero dello Sviluppo Economico sono state convocati, venerdì scorso, rappresentanti di aziende e consumatori. Ma la ridefinizione degli incentivi vede diverse posizioni contrapposte, alle quali il Ministero promette nuovi incontri di livello per dare certezze, specialmente sul fotovoltaico. E proprio oggi, sul versante delle associazioni dei consumatori, si distingue la posizione de La Casa del Consumatore, che sul proprio blog scrive: "No alle rendite, sì al mercato regolamentato e al riordino degli incentivi del settore".

Argomenta l’associazione: "La Casa del Consumatore interviene al dibattito e dice no alle strumentalizzazioni. È importante che vi sia una corretta informazione ed è giusto che la gente sappia che ogni centesimo di incentivo al fotovoltaico viene pagato dai consumatori italiani in bolletta. È giusto che la gente sappia che gli incentivi stavano creando delle rendite protette per venti anni. La finalità degli incentivi nella produzione di energia pulita non può determinare "benefici economici protetti" di lungo periodo a danno del libero mercato". Per l’associazione, tale tipo di incentivazione blocca la ricerca e l’innovazione e si traduce in maggiori costi per i consumatori. Mentre i vantaggi vanno "ai produttori di pannelli fotovoltaici che non sono italiani. Alle società di investimento finanziario. Alle imprese che sfruttano un mercato "protetto" e incentivato".

Del resto, le posizioni sul tema sono diversificate. Intervenendo al tavolo tecnico al MSE, il CNCU ha presentato un documento nel quale richiama la necessità di coinvolgere i consumatori nel dibattito e di continuare a parlarne anche nei prossimi incontri interni: "La rilevanza strategica delle energie da fonti rinnovabili, il dibattito pubblico suscitato dal decreto legislativo del 3 marzo, le crisi e le tragedie in atto a livello mondiale connesse alla disponibilità e all’uso delle risorse energetiche, ci hanno suggerito che già per la riunione, programmata da tempo il prossimo 31 marzo del CNCU, le Organizzazioni dei Consumatori e degli Utenti assumano un impegno di attenzione permanente sul tema".

Contrarietà a come si stanno dispiegando le norme è stata espressa dagli ambientalisti e dalle associazioni dei produttori di energie rinnovabili, che nei giorni scorsi hanno firmato un documento congiunto nel quale contestano il decreto attuale, che considerano fonte di blocco per lo sviluppo del settore che produce energia elettrica, e indicano la necessità di riaprire il confronto sulla base di alcuni orientamenti di fondo, che comprendono l’assenza di meccanismi a effetto retroattivo e il raggiungimento della competitività nei prossimi dieci anni.

Per la revisione del sistema di incentivazione si è espressa invece Adiconsum, che "condivide la scelta del Governo di rivedere radicalmente da subito il sistema degli incentivi alle fonti rinnovabili e in particolare al fotovoltaico, in modo da adeguarli ai costi delle tecnologie in costante riduzione, così come è avvenuto in Spagna, Francia e Germania".

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