ENERGIA. Rinnovabili, Realacci e Ferrante (PD). “Va modificato subito”

"Il decreto sulle rinnovabili, così come attualmente formulato, è una pietra tombale sull’intero settore. Deve essere modificato il più presto possibile dal momento che getta nella totale incertezza un intero settore e ha già bloccato tutti gli investimenti in essere", lo affermano l’On. Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd e il Sen. Francesco Ferrante, responsabile Politiche Cambiamenti climatici ed energia del PD, che oggi hanno presentato alla Camera dei Deputati e al Senato un’interrogazione ai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente sul decreto rinnovabili, sottoscritta tra gli altri dagli On. Franceschini e Mariani e dal Sen. Della Seta.

"Le oltre 14mila mail di protesta ricevute dal governo nelle ore successive all’approvazione del testo ne sono la dimostrazione" proseguono Realacci e Ferrante secondo i quali "Il decreto nella sua versione approvata oltre a rendere molto difficile il perseguimento degli obiettivi europei, non tiene affatto conto delle numerosissime condizioni poste nei parere resi all’unanimità dalle Commissioni competenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Un motivo in più per intervenire con urgenza per correggere gli errori e le sottovalutazioni commessi, recuperare le indicazioni giunte dal Parlamento e dalla Conferenza delle Regioni, ed arrivare nel più breve tempo possibile, per non lasciare nell’incertezza l’intero settore, all’emanazione del decreto ministeriale senza imporre tetti limitanti allo sviluppo del mercato e riconoscendo un valore degli incentivi adeguato".

"Ci troviamo di fronte ad una decisione di una gravità inaudita che colpisce uno dei settori di punta dell’economia del futuro", aggiungono Realacci e Ferrante, "ed è tanto più grave se si considera che il settore delle rinnovabili in questo periodo di crisi economica è stato tra i pochi che, in controtendenza, ha aumentato l’occupazione. Nel solo fotovoltaico si stima che siano impiegati, direttamente o indirettamente, circa 120mila addetti".

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