ENERGIA. Rinnovabili, accolto il ricorso contro il decreto sugli impianti solari

È stato accolto dal Tar della Lombardia il ricorso promosso dai cittadini contro lo Stato per lo sviluppo delle energie alternative, pulite e rinnovabili, in particolare contro il decreto del Ministero delle Attività produttive e del Ministero dell’Ambiente del 6 febbraio 2006, che aveva modificato quello del 28 luglio 2005 rendendo di fatto poco conveniente installare impianti fotovoltaici per la produzione di energia dal sole.

Come spiegano gli avvocati Alessandro Tarducci e Iacopo Tozzi che hanno avviato il ricorso "Il decreto è stato impugnato "il decreto è stato impugnato per tutelare tutte quelle persone che avevano fatto domanda per accedere al fotovoltaico e che, sulla base delle novità introdotte dal nuovo decreto impugnato, si erano viste modificare le condizioni incentivanti, anche in maniera importante, rendendo di fatto il fotovoltaico un investimento non così appetibile e remunerativo come era stato indicato nel precedente decreto del 28.7.2005".

"Il decreto 2005 – spiegano ancora gli avvocati– prevedeva la concessione a chi installava un impianto fotovoltaico di contributi erogati dal Grtn (Gestore della rete di trasmissione nazionale) proporzionale alla quantità di energia prodotta per venti anni dall’installazione, contributi che nel corso del tempo sarebbero stati rivalutati secondo gli indici Istat". Il nuovo decreto del febbraio 2006 e i successivi atti applicativi dell’Autorità per l’energia e per il gas prevedono che i contributi non saranno adeguati nel corso dei prossimi venti anni e per gli impianti più piccoli non sarà possibile vendere l’energia prodotta in surplus, ma solo conservarla per autoconsumo.

"Una decisione lesiva per quanti avevano già presentato domanda – concludono – Infatti non era più così conveniente produrre energia rinnovabile, per gli impianti piccoli non conviene averne più del consumo (andando quindi contro i principi stessi del precedente decreto), e i costi degli impianti sono difficilmente ammortizzabili. Chi ha già preso accordi e impegni col Grtn, con i progettisti, magari ha anche contratto un mutuo per l’impianto è stato fortemente danneggiato da questa nuova decisione. Attendiamo, comunque, la motivazione per fornire ulteriori indicazioni sulla portata della sentenza".

Comments are closed.