ENERGIA. Rinnovabili, associazioni produttori: il decreto bloccherà lo sviluppo del settore

Le associazioni dei produttori di energie rinnovabili contestano l’attuale decreto sugli incentivi, che considerano fonte di blocco per lo sviluppo del settore che produce energia elettrica, e indicano in un documento congiunto la necessità di riaprire il confronto sulla base di alcuni orientamenti di fondo, che comprendono l’assenza di meccanismi a effetto retroattivo e il raggiungimento della competitività nei prossimi dieci anni.

Scrivono Anev, Assosolare, Assoenergie Future, Aper, Gifi e Ises Italia: "Il D.lgs recante attuazione della Direttiva 2009/28/ sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, così come attualmente formulato, bloccherà lo sviluppo del settore delle rinnovabili che producono energia elettrica, provocando un duro colpo all’economia nazionale già fortemente in crisi. Il provvedimento, infatti, sta già generando incertezza se non addirittura la paralisi del settore. Il sistema bancario ha già annunciato la sospensione dei finanziamenti previsti e molte aziende si ritrovano improvvisamente con i loro investimenti a rischio, circostanza che coinvolge decine di migliaia di posti di lavoro e impedisce la creazione di nuove opportunità occupazionali (stime accreditate riportano che oggi in Italia un nuovo posto di lavoro su tre è nella green economy)".

Fra i principi generali proposti dai produttori, c’è quello di "evitare di introdurre meccanismi a effetto retroattivo e in contrasto con il principio cardine di certezza del diritto" e quello di "definire dei principi di salvaguardia che garantiscano il mantenimento del livello di incentivazione per gli impianti in costruzione o comunque autorizzati". Si chiede di "definire un quadro normativo che tenga conto per tutte le fonti di una previsione di crescita al 2020 in linea con le reali potenzialità del settore e del decadimento dei costi" e di dare certezza e velocità ai processi di autorizzazione, di riconoscere l’impatto positivo delle rinnovabili e di favorire la ricerca, di "porsi l’obiettivo del raggiungimento della competitività entro i prossimi 10 anni, che comporterà anche l’azzeramento degli incentivi" e di stimolare lo sviluppo di un’industria nazionale in questo settore.

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