ENERGIA. Rinnovabili, da Legambiente e BCC 1.880 progetti

L’iniziativa nasce dai singoli territori, si espande e diventa esperienza nazionale, e dalla collaborazione fra Legambiente e Banche di Credito Cooperativo finanzia tanti interventi di microcredito che sviluppano l’uso delle fonti rinnovabili. L’esperienza, frutto di una Convenzione nazionale fra Legambiente e Federcasse (Federazione italiana delle 400 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali) ha avuto successo: fra il 2005 e il 2009 sono stati approvati 1.880 progetti per oltre 91 milioni di euro, finanziamenti a tasso agevolato per la realizzazione di impianti fotovoltaici, solare termico, biomasse, per il minieolico e per l’efficienza energetica, realizzati per famiglie e privati cittadini, aziende agricole, piccole imprese, condomini. Dal locale (l’esperienza pilota originaria nasce a Grosseto) al nazionale. Perché, come sintetizza il direttore generale di Federcasse Sergio Gatti, "si può partire dal basso per contaminare positivamente un intero paese".

Il risultato della collaborazione fra Legambiente e BCC e della Convenzione stipulata per favorire e incentivare l’uso delle rinnovabili attraverso finanziamenti agevolati, destinati a interventi promossi da cittadini e piccole realtà territoriali, è stata presentata oggi a Roma da Angelo Gentili, della segreteria nazionale Legambiente, e da Alessandro Azzi e Sergio Gatti, presidente e direttore generale di Federcasse.

È un’esperienza che di fatto parte dal basso, con finanziamenti che in media si aggirano su poco più di 48 mila euro. Il bilancio? I numeri parlano di "1.684 interventi di installazione di fotovoltaico, 174 di solare termico, 44 di impianti a biomasse, 85 interventi di efficienza energetica (sostituzione di caldaie tradizionali con caldaie a condensazione, coibentazione di edifici, pavimenti radianti, ecc.), 5 di minieolico, 9 di geotermico a bassa entalpia, un intervento di miniidroelettrico e 22 interventi vari".

La parte del leone è fatta dal fotovoltaico, che ha riguardato circa l’84% degli interventi e che, grazie all’accordo fra Legambiente e BCC, vedrà installati circa 13,6 MWp di impianti. Circa il 70,7% dei finanziamenti ha riguardato privati cittadini, seguiti dalle imprese al 27,8%, fra le quali una fetta significativa è composta (39,9%) da aziende agricole. Ci sono poi i finanziamenti agevolati per interventi su condomini, associazioni, enti pubblici, istituti religiosi. Le stesse banche rappresentano esempi di best practice perché esse stesse cercano di lavorare con energia pulita, come testimonia l’esempio dell’istituto Romagna Cooperativa, con 29 filiali che usano energia da fonte eolica. O come una nuova filiale della Banca della Maremma, realizzata seguendo le indicazioni dell’energia rinnovabile e del risparmio energetico, con tanto di interventi ad hoc secondo l’esposizione solare nord-sud dei locali.

Come funziona la Convenzione? I finanziamenti a condizioni agevolati sono diretti all’installazione di impianti da fonti rinnovabili e a interventi di efficienza energetica, per privati, aziende, enti pubblici, associazioni e condomini. L’importo finanziabile massimo è di 200 mila euro (100% dell’importo), Iva compresa, con rimborso rateale di durata fino a 20 anni e al tasso Euribor 6 mesi più max 1,5%. La maggior parte dei finanziamenti sono stati erogati dalle BCC toscane con oltre 31 milioni di euro (35% del totale) seguiti dalla Lombardia e dalle Marche rispettivamente con 15,6 e 15,2 milioni di euro (17% circa entrambe) e percentuali degne di attenzione in Calabria (7,9 milioni di euro, pari al 9%), in Veneto (6,7 milioni di euro pari al 7%) in Abruzzo e Molise (3,8 milioni di euro pari al 4%). Il finanziamento prevede la consegna della documentazione tecnica e del preventivo di spesa alla BCC, che invia a Legambiente la documentazione perché quest’ultima esprima un parere sulla fattibilità tecnica e sul merito del progetto. "Stiamo riuscendo – ha detto Angelo Gentili – a sensibilizzare di più i territori e a far nascere in Italia distretti per le rinnovabili".

Secondo il direttore generale Federcasse Sergio Gatti, "l’iniziativa ha una forte valenza Politica, con la p maiuscola, perché nasce dai territori per assumere valenza nazionale" e ri-declinarsi nei territori stessi a seconda delle loro peculiarità. La collaborazione fra Legambiente e BCC? "È un tratto di modernità – spiega Gatti – perché è un’alleanza fra soggetti solo apparentemente lontani, mentre sono entrambi movimenti culturali e tematici. Sono due soggetti che hanno un approccio culturale e una visione dello sviluppo che punta su qualità e responsabilità. E sono movimenti popolari". Si tratta dunque di "una forma di microcredito per le rinnovabili, ma di medio credito dal punto di vista della durata" dei progetti. E di un intervento che porta una "capitalizzazione per le comunità", perché c’è, rileva Gatti, "l’accompagnamento degli artigiani e degli imprenditori da un approccio tradizionale nei confronti dell’impiantistica ad approcci innovativi". Conclusione del direttore generale: "Cosa c’entrano le banche con l’ambiente? C’entrano. C’entrano con il territorio, perché in quanto aziende possono fare scelte di coerenza ambientale che impattano sul territorio. E possono orientare lo sviluppo del territorio". La stessa installazione di un impianto fotovoltaico diventa oggetto di attenzione ed esempio positivo.

Alla presentazione è intervenuto Francesco Ferrante, della Commissione ambiente del Senato, Pd, che ha ricordato la distanza dell’Italia rispetto agli altri paesi europei ma anche i passi avanti che i nuovi dati evidenziano: "A forza di bicchieri mezzi pieni, forse arriviamo a riempire l’otre delle rinnovabili fissato dalla Commissione europea al 17% nel 2020". Già l’anno scorso, in una condizione di crisi economica, 1 kwh su 4 di energia elettrica proveniva da fonti rinnovabili, ha detto Ferrante. "Gli impianti qui raccontati – ha sottolineato – rispondono alla filosofia più giusta del fotovoltaico: piccoli impianti diffusi che servono ad alimentare case, chiese, impianti sportivi. Non possiamo pensare a grandi centrali fotovoltaiche che occupano ettari e ettari di territorio. Questo rappresenta un uso improprio". Non manca, da parte di Ferrante, una critica alle prospettive di ritorno al nucleare. Il bilancio della collaborazione fra Legambiente e BCC cade infatti proprio nel giorno del vertice fra Francia e Italia che ha discusso anche di nucleare. Ha commentato Ferrante: "Quanto questo delle rinnovabili è un caso win-win, in cui vincono tutti, tanto sarebbe sbilanciato scegliere il nucleare come opzione energetica in questo paese, che rappresenterebbe una possibilità di profitto per pochi, i costruttori, e un danno per tutti gli altri".

di Sabrina Bergamini

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